Adolescenza e inclusione, la Regione finanzia 132 progetti: 800mila euro per socialità e prevenzione
02/02/2026
La Regione Emilia-Romagna mette a terra una nuova tranche di interventi dedicati agli adolescenti: con l’approvazione della graduatoria del cosiddetto “bando adolescenza”, la Giunta regionale assegna complessivamente 800mila euro a 132 progetti promossi da soggetti privati, tra associazioni, enti, organizzazioni di volontariato e cooperative sociali. L’impianto dell’iniziativa punta a rafforzare inclusione e socialità nella fascia 11-19 anni, con un’attenzione particolare alle situazioni di fragilità che, nella quotidianità dei territori, rischiano di trasformarsi in isolamento, abbandono e marginalità.
Il quadro numerico restituisce la portata dell’intervento: i progetti finanziati sono 115 di valenza territoriale e 17 di valenza regionale. Le attività coprono l’intero territorio emiliano-romagnolo, da Piacenza a Rimini, e coinvolgono potenzialmente 380.337 ragazze e ragazzi residenti nei distretti interessati dall’avvio delle progettualità.
Cosa prevedono i progetti: relazioni, tecnologie e spazi di aggregazione
Le proposte ammesse ruotano attorno a un ventaglio di temi che intercetta problemi educativi e sociali sempre più concreti: educazione relazionale e affettiva, contrasto al bullismo e alla violenza tra pari — compresa quella di genere — superamento degli stereotipi, uso consapevole delle tecnologie e prevenzione del cyberbullismo. La cornice non è astratta: l’obiettivo dichiarato è creare spazi e tempi di incontro capaci di ricucire relazioni e di offrire occasioni reali di confronto, anche attraverso il coinvolgimento diretto degli adolescenti nell’ideazione delle attività.
Tra i nodi più delicati, la Regione sottolinea l’inclusione di giovani a rischio dispersione scolastica o già in fase di abbandono, ma anche di chi vive ritiro sociale, difficoltà economiche, emarginazione. La logica è quella di un intervento “di sistema”, con una programmazione integrata tra pubblico e privato, così da rendere più efficace l’intercettazione del disagio e più credibili i percorsi di accompagnamento.
L’assessora al Welfare, Politiche per l’infanzia, Scuola e Terzo settore Isabella Conti richiama un punto preciso: servono “spazi fisici e tempi d’incontro”, progettualità in cui l’ascolto sia centrale, perché l’adolescenza è una fase esposta a fragilità e la presenza delle istituzioni, in questo passaggio, non può ridursi a un atto formale. La rete del Terzo settore viene indicata come leva concreta per costruire proposte diffuse e radicate, capaci di arrivare anche dove l’offerta educativa e culturale è più fragile.
Come sono distribuiti gli 800mila euro: territoriale e regionale
Le risorse vengono ripartite tra interventi su un singolo distretto e progetti più ampi che coinvolgono tre o più ambiti provinciali. La suddivisione, al termine delle istruttorie del Nucleo di valutazione regionale e degli Uffici di piano, è articolata così:
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571.817 euro per 115 progetti di valenza territoriale
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326.404 euro a progetti presentati da associazioni ed enti senza fini di lucro
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245.412 euro a progetti presentati da cooperative sociali
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228.182 euro per 17 progetti di valenza regionale
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145.459 euro a progetti presentati da associazioni ed enti senza fini di lucro
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82.723 euro a progetti presentati da cooperative sociali
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Dentro questi numeri entrano attività molto diverse tra loro: doposcuola, campi estivi, laboratori creativi, esperienze di tutoraggio, sport, cinema e teatro, educazione emotiva, alfabetizzazione digitale ai tempi dell’intelligenza artificiale, iniziative di volontariato e confronto tra generazioni, fino a proposte legate al riuso. Un elemento evidenziato riguarda l’attenzione ad aree appenniniche, dove il rischio di rarefazione delle opportunità è maggiore e dove la presenza di progetti strutturati può incidere sulla qualità della vita delle comunità.