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Agricoltura Emilia-Romagna, 22,4 milioni contro i rincari

30/09/2026

Agricoltura Emilia-Romagna, 22,4 milioni contro i rincari

Oltre 22,4 milioni di euro per sostenere le imprese agricole dell’Emilia-Romagna colpite dall’aumento dei costi di fertilizzanti ed energia legato alla crisi in Medio Oriente. Il pacchetto di aiuti combina risorse europee, nazionali e regionali e interesserà un’ampia parte del sistema produttivo, dai cereali alle foraggere, dal mais alla barbabietola da zucchero, fino alle colture frutticole, orticole e vitivinicole.

Quasi 19,6 milioni per le colture più penalizzate

La parte più consistente dell’intervento ammonta a quasi 19,6 milioni di euro ed è finanziata attraverso la riserva agricola di crisi dell’Unione europea e il cofinanziamento nazionale. I pagamenti saranno effettuati tramite Agea e riguarderanno le colture per le quali l’aumento dei prezzi dei concimi ha inciso maggiormente sulla redditività aziendale.

La misura interessa in Emilia-Romagna oltre 517mila ettari di superficie agricola. Più di 253mila ettari riguardano i cereali, quasi 130mila le foraggere, oltre 89mila il mais, mentre circa 18mila ettari sono destinati rispettivamente a girasole e barbabietola da zucchero. Sono comprese anche superfici coltivate a colza, ravizzone, olivo e nocciolo.

In termini economici, la quota principale va ai cereali, con oltre 8,9 milioni di euro. Alle foraggere non leguminose sono destinati circa 4,3 milioni, mentre il mais da granella riceverà 3,3 milioni e quello da insilato quasi 1,6 milioni. Seguono circa 648mila euro per il girasole, 637mila per la barbabietola da zucchero, 148mila per colza e ravizzone e 97mila euro per l’olivo.

Altri 2,8 milioni per frutta, ortaggi e vite

Alla misura europea e nazionale si aggiunge un intervento specifico della Regione Emilia-Romagna attraverso il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale. La dotazione prevista supera i 2,8 milioni di euro ed è destinata alle produzioni escluse dalla prima misura, pur avendo subito un aumento rilevante dei costi dei fertilizzanti.

Il sostegno regionale coinvolgerà 7.493 aziende agricole e una superficie complessiva di 133.838 ettari, con particolare attenzione alle produzioni frutticole, orticole e vitivinicole. La disponibilità complessiva è pari a 2.822.630 euro e i contributi potranno coprire fino al 50% dei maggiori costi sostenuti per l’acquisto dei fertilizzanti.

L’aiuto sarà riconosciuto alle imprese per le quali il contributo calcolato supera i 100 euro. I pagamenti, gestiti tramite Agrea, dovranno essere completati entro il 30 giugno 2027.

Le risorse Ue e il cofinanziamento nazionale

Il quadro finanziario deriva da due provvedimenti europei adottati per contrastare gli effetti dell’aumento dei prezzi di energia e fertilizzanti. La riserva agricola di crisi dell’Unione europea mette complessivamente a disposizione degli Stati membri 540 milioni di euro.

All’Italia sono stati assegnati 45,6 milioni di fondi europei, ai quali si aggiungono 91,2 milioni di cofinanziamento nazionale. La disponibilità complessiva supera quindi 136,8 milioni di euro. Gli aiuti riguardano le aziende che hanno presentato domanda per gli interventi a superficie nel 2026 e che hanno subito una riduzione della redditività a causa dell’aumento dei costi dei concimi a base di azoto, fosforo e potassio.

Per accedere alla misura è stata presa in considerazione l’incidenza dell’aumento dei costi di concimazione rispetto al valore della coltura, con una soglia superiore all’1,5%.

Mammi: “Sostenere le imprese e garantire continuità alle filiere”

L’assessore regionale all’Agricoltura e Agroalimentare, Alessio Mammi, ha indicato nell’intervento una risposta coordinata tra Unione europea, Governo e Regione. L’Emilia-Romagna, ha spiegato, utilizzerà quasi 3 milioni di risorse Feasr per includere anche produzioni che sarebbero rimaste fuori dalla misura principale.

La copertura finanziaria regionale sarà assicurata attraverso una rimodulazione della programmazione Feasr vigente, intervenendo sulle dotazioni dei bandi previsti tra l’autunno e il 2027 e utilizzando eventuali economie maturate su interventi già approvati ma non ancora pagati.

L’obiettivo indicato dalla Regione è contenere l’impatto dei rincari sulla capacità produttiva delle aziende e garantire continuità alle filiere agricole e agroalimentari, concentrando le risorse sui comparti maggiormente esposti all’aumento dei costi di produzione.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.