Appennino bolognese, l’inverno rilancia il turismo e rafforza la strategia regionale
10/01/2026
L’avvio del 2026 segna un passaggio incoraggiante per l’Appennino bolognese. Le nevicate delle ultime settimane hanno riportato il Corno alle Scale vicino al tutto esaurito durante le festività, con una presenza costante che ha coinvolto strutture ricettive, impianti e servizi dell’area. Un segnale che va oltre il dato stagionale e che restituisce l’immagine di una montagna capace di intercettare flussi turistici diversificati, sostenuta da un lavoro di lungo periodo su infrastrutture, offerta e qualità complessiva del territorio.
A fare il punto è stato il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, in visita al comprensorio sciistico insieme alla sindaca di Lizzano in Belvedere Barbara Franchi e al presidente dell’Assemblea legislativa Maurizio Fabbri. Un’occasione per osservare da vicino l’andamento della stagione e per ribadire il ruolo dell’Appennino all’interno del sistema turistico regionale.
Turismo invernale e visione oltre la stagionalità
I dati sulle presenze e sulle prenotazioni confermano la capacità dell’Emilia-Romagna di valorizzare in modo diffuso le proprie vocazioni territoriali, dalla costa alle città d’arte, fino alla montagna. L’Appennino bolognese, in questo quadro, emerge come un’area strategica proprio perché in grado di offrire esperienze che non si esauriscono nella dimensione invernale. Servizi, attività sportive, percorsi naturalistici e iniziative culturali contribuiscono a costruire una proposta che guarda all’intero arco dell’anno.
Secondo de Pascale, la montagna rappresenta una componente strutturale dello sviluppo regionale. L’impegno pubblico si concentra sul rafforzamento dei servizi, delle infrastrutture e della qualità dei luoghi, con l’obiettivo di rendere l’Appennino sempre più vivibile e attrattivo anche per chi sceglie di abitarlo stabilmente. Una prospettiva che lega turismo, residenzialità e coesione territoriale.
Sport, formazione e investimenti sul Corno alle Scale
Il comprensorio del Corno alle Scale viene indicato anche come spazio di formazione sportiva e crescita dei talenti. La presenza di eccellenze come i fratelli Tabanelli, attesi alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, dimostra come anche l’Appennino possa esprimere atleti di alto livello in discipline spesso associate ai contesti alpini. Un risultato che rafforza il senso degli investimenti pubblici, orientati a creare condizioni adeguate per lo sviluppo di competenze e opportunità.
Negli ultimi anni la Regione ha sostenuto un pacchetto articolato di interventi sul comprensorio sciistico. Tra i più rilevanti figura il collegamento tra Corno alle Scale e Lago Scaffaiolo, che unisce la stazione emiliana a quella toscana della Doganaccia, per un valore complessivo di oltre 7 milioni di euro. A questo si aggiungono contributi annuali per manutenzione e potenziamento degli impianti, nuovi tappeti di risalita e interventi di revisione sulle seggiovie, oltre alle risorse del programma statale Funt – economie 2024 per l’ammodernamento delle infrastrutture.
La Strategia Stami e lo sviluppo dell’Appennino
L’azione regionale si inserisce nella Strategia territoriale “Appennino bolognese”, che coinvolge 15 Comuni e oltre 70 mila residenti. Il programma prevede 20 progetti per un valore complessivo di circa 13 milioni di euro, sostenuti da fondi europei, nazionali e cofinanziamenti locali. Gli interventi spaziano dalle infrastrutture sportive alla riqualificazione di spazi pubblici, dall’efficientamento energetico ai servizi sociali e turistici.
L’obiettivo è costruire un sistema montano più sostenibile e inclusivo, capace di attrarre visitatori, ma anche di offrire condizioni concrete per vivere e lavorare nei borghi dell’Appennino. La stagione invernale positiva diventa così un tassello di una strategia più ampia, che guarda al futuro della montagna come parte integrante dello sviluppo regionale.
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