Biblioteca Santa Croce, inaugura la mostra “Shooting in Sarajevo” per non dimenticare l’assedio
30/01/2026
Venerdì 30 gennaio 2026, alle 18, negli spazi della Biblioteca Santa Croce – Villa Cougnet di Reggio Emilia, apre al pubblico la mostra fotografica “Shooting in Sarajevo” di Luigi Ottani, a cura di Roberta Biagiarelli. L’iniziativa si colloca nel trentesimo anniversario della fine dell’assedio di Sarajevo e richiama, con un linguaggio visivo e narrativo rigoroso, la memoria della guerra in Bosnia ed Erzegovina e del genocidio di Srebrenica.
Il progetto espositivo, ospitato nei locali di Villa Cougnet in via Adua 57, nasce all’interno delle attività promosse dalla Biblioteca Panizzi e dall’assessorato alla Cultura e Giovani del Comune di Reggio Emilia. Fotografie e testi dialogano senza gerarchie: le immagini di Ottani sono accompagnate da scritti inediti di Biagiarelli, artista e ricercatrice tra le voci più autorevoli sul conflitto balcanico. Il risultato è un percorso che invita a guardare la città di Sarajevo da un’angolazione raramente esplorata, quella dei luoghi da cui i cecchini colpivano la popolazione.
I luoghi dei cecchini, lo sguardo sulle vittime
La mostra prende forma dal ritorno degli autori nei punti di appostamento utilizzati durante l’assedio. Da quelle alture, la città appare esposta, fragile, interamente leggibile. Le fotografie, presentate in formato vintage polaroid e “invecchiate” come reperti di guerra, sono affiancate da un mirino che restituisce l’istante sospeso tra la vita e la morte. Non si tratta di un artificio estetico, ma di una scelta narrativa che rimanda alla responsabilità dello sguardo e al potere di decidere.
Biagiarelli racconta un’esperienza condivisa con i sopravvissuti all’assedio, tornati insieme agli autori nei luoghi dei tiratori: molti di loro si sono scoperti bersagli inconsapevoli, convinti di essere protetti da muri o blindature che, in realtà, non offrivano riparo. È una presa di coscienza che attraversa l’intero progetto e che rende le immagini un dispositivo di memoria attiva, capace di interrogare il presente.
Un dialogo tra fotografia, parola e memoria storica
“Shooting in Sarajevo” trova un ulteriore livello di approfondimento nel volume omonimo pubblicato nel 2020 da Bottega Errante Edizioni, firmato dagli stessi autori. Libro e mostra condividono un impianto che intreccia documento e interpretazione, senza cedere a semplificazioni. Il percorso espositivo restituisce così una lettura stratificata dell’assedio, in cui la dimensione artistica si confronta con la storia e con le sue ferite ancora aperte.
Il lavoro di Luigi Ottani, fotografo e pubblicista con una lunga esperienza nel reportage sociale, si affianca alla ricerca di Roberta Biagiarelli, da anni impegnata su temi legati ai Balcani e, in particolare, a Srebrenica. Insieme, costruiscono un racconto che non chiede consenso emotivo, ma attenzione e responsabilità.