Cadè, alla primaria Valeriani inaugurata la nuova mensa: 125 posti e spazio “a impatto zero”
02/02/2026
Alla scuola primaria Valeriani di Cadè è stata inaugurata una nuova mensa da 125 posti, pensata per essere ampia, completamente accessibile e con caratteristiche di efficienza tali da ridurre l’impatto ambientale. L’apertura, avvenuta questa mattina con una festa che ha coinvolto alunne e alunni, insegnanti, personale scolastico e residenti della frazione, segna la conclusione di un intervento atteso dalla comunità e costruito attorno a un’idea precisa: il pranzo come tempo educativo e, allo stesso tempo, uno spazio civico utilizzabile anche oltre la giornata scolastica.
L’investimento complessivo ammonta a 309.920,55 euro: 190.170,55 euro finanziati tramite fondi PNRR e 119.750 euro di cofinanziamento con risorse comunali. La mensa, peraltro, è già entrata in funzione dopo le vacanze natalizie, in occasione dei rientri previsti per il tempo integrato, quindi l’inaugurazione arriva a servizio già avviato, con un impatto immediatamente misurabile nella routine delle classi.
Un refettorio che diventa laboratorio: scuola, comunità, pomeriggi
La novità non riguarda soltanto la capacità ricettiva, che consente di servire in un unico turno tutti gli alunni, ma anche l’impostazione educativa e la flessibilità d’uso. L’amministrazione e la dirigenza scolastica descrivono la mensa come un contesto in cui la convivialità si intreccia all’apprendimento: il cibo diventa occasione per domande, curiosità, prime ricerche, percorsi che possono proseguire tra mattino e pomeriggio. Non a caso lo spazio è stato pensato per accogliere anche approfondimenti disciplinari con linguaggi espressivi vicini ai modi di imparare dei bambini, e potrà ospitare laboratori e attività pomeridiane.
C’è poi una dimensione più ampia, legata alla frazione: il refettorio potrà essere messo a disposizione come sala civica per incontri pubblici e iniziative di interesse locale. È un punto che ritorna nelle dichiarazioni istituzionali, perché in aree come Cadè la disponibilità di spazi condivisi non è un dettaglio, ma un pezzo di infrastruttura sociale.
Il progetto: accessibilità, comfort e impianti per ridurre consumi e rumore
La nuova mensa nasce dalla riconversione degli spazi al rustico al primo piano della nuova ala dell’edificio scolastico, realizzata nel 2010. Gli ambienti comprendono una sala refezione di 202,50 metri quadrati, un locale per porzionamento pasti di 27,50 metri quadrati con spogliatoio e servizio annessi per complessivi 10,75 metri quadrati.
L’impiantistica è stata impostata su criteri di efficienza: riscaldamento a radiatori, ventilazione meccanica controllata con recuperatore di calore, illuminazione a LED e schermature solari mobili integrate nei serramenti. Particolare attenzione è stata dedicata al comfort, con materiali selezionati per contenere lo stress acustico e garantire aerazione e luce naturale adeguate.
Sul piano funzionale, il progetto include il locale per lavaggio stoviglie e porzionamento dei pasti (forniti tramite ristorazione esterna), uno spazio per la gestione differenziata dei rifiuti e un locale spogliatoio per il personale. L’accessibilità è garantita da un collegamento protetto con piattaforma elevatrice interna, mentre per la sicurezza è stata realizzata una via di fuga aggiuntiva con scala metallica esterna su quattro rampe, pensata per superare un dislivello di oltre sei metri e dotata di pianerottolo con funzione di “spazio calmo”.
All’inaugurazione erano presenti il sindaco Marco Massari, il vicesindaco con delega ai progetti PNRR Lanfranco De Franco, l’assessora alle Politiche educative Marwa Mahmoud e la dirigente scolastica Silvia Guglielmi, insieme a rappresentanti della Provincia, della Regione e dell’Ufficio scolastico territoriale. Durante la mattinata è stato proposto anche un atelier tematico dedicato a frutta e verdura di stagione, dove grafica, luce, colore e digitale sono stati usati come strumenti di osservazione e conoscenza degli alimenti.
Articolo Precedente
Dimensionamento scolastico, sindacati reggiani all’attacco: “Scelte calate dall’alto, ora pagano scuole e territorio”
Articolo Successivo
Demanio idrico, adeguamento Istat 2026: rivalutazione canoni e interessi legali