CNA Balneari: “La proroga va estesa a tutte le concessioni, non solo agli alberghi fronte mare”
10/02/2026
La proroga delle concessioni demaniali balneari non può riguardare soltanto una parte del settore. È la posizione netta espressa da CNA Balneari, che chiede di estendere a tutte le concessioni la misura prevista da alcuni emendamenti al Decreto Milleproroghe, e non limitarla esclusivamente alle concessioni “asservite” alle strutture ricettive fronte mare.
Secondo l’associazione, la scelta di tutelare la continuità operativa degli alberghi che integrano servizi spiaggia – motivata dalla necessità di garantire stabilità all’offerta già programmata e commercializzata – dovrebbe essere applicata con la stessa logica all’intero comparto costiero.
Stabilimenti balneari come servizio essenziale per tutta l’ospitalità turistica
CNA Balneari sottolinea che gli stabilimenti non rappresentano un elemento accessorio, ma un’infrastruttura funzionale per l’intera economia turistica. Anche le strutture ricettive non fronte mare – come hotel interni, villaggi turistici, residence, campeggi e agriturismi – costruiscono parte della propria offerta proprio grazie ai servizi garantiti dagli operatori balneari.
Lo stesso vale per il mondo dell’extralberghiero, dai B&B alle case vacanza, che spesso si appoggiano a stabilimenti storicamente radicati sul territorio per offrire agli ospiti servizi spiaggia continuativi, regolati e sicuri. In questo contesto, la distinzione tra concessioni “asservite” e non asservite viene considerata poco aderente alla realtà del turismo, perché la filiera dell’accoglienza funziona come un sistema integrato.
“Serve una visione complessiva”: rischio squilibri nell’offerta costiera
Il nodo, secondo CNA Balneari, è che una proroga selettiva potrebbe creare un’asimmetria dannosa, tutelando soltanto una categoria di imprese e lasciando in incertezza le altre, pur svolgendo queste un ruolo determinante nella tenuta del comparto.
L’associazione richiama quindi la necessità di una valutazione complessiva e omogenea, che salvaguardi la coerenza dell’offerta turistica costiera e la stabilità economica di un settore che, da anni, sostiene non solo la balneazione ma una parte significativa dell’occupazione e del valore generato dal turismo in Italia.
Per CNA Balneari, la proroga deve quindi essere uno strumento di continuità per tutto il sistema, non una soluzione parziale destinata a produrre disparità e incertezza proprio in una fase delicata di transizione normativa.