Fidenza, Sin: 19,3 milioni per chiudere il risanamento di ex Carbochimica, ex Cip e inceneritore
14/02/2026
C’è una parola che, in Italia, spesso rimane sospesa tra buone intenzioni e attese interminabili: bonifica. A Fidenza, però, dopo oltre vent’anni di interventi e passaggi amministrativi complessi, quel termine torna finalmente ad avere un significato concreto. Il Sito di Interesse Nazionale (Sin) di Fidenza, che comprende le aree ex Carbochimica, ex Cip e l’inceneritore di San Nicomede, entra nell’ultima fase del percorso di risanamento ambientale.
L’obiettivo dichiarato è restituire alla comunità oltre 140mila metri quadrati di territorio contaminato, trasformando un’area per decenni associata a rischio e preoccupazione in uno spazio compatibile con una nuova visione di sviluppo urbano e sostenibile. Per completare i lavori, al Comune sono stati assegnati 19,3 milioni di euro di fondi Fsc, che si aggiungono ai 28 milioni già investiti dal 2001 a oggi.
Un sito segnato da una lunga storia industriale e da inquinanti pericolosi
I Sin sono aree in cui la presenza e la pericolosità degli inquinanti determinano un rischio elevato per l’ambiente e la salute pubblica. La loro individuazione avviene con decreto del ministro dell’Ambiente, d’intesa con le Regioni interessate, seguendo i criteri del decreto legislativo 152/2006.
Nel caso di Fidenza, la contaminazione deriva da attività industriali storiche che hanno lasciato un’impronta pesante sul territorio: produzione di acido fosforico e fertilizzanti fosfatici, lavorazioni legate al piombo tetraetile e ai mercaptani nell’area ex Cip, e la distillazione di catrame e carbon fossile nell’ex Carbochimica per ricavare derivati come oli di antracene, naftalina e benzolo. Nel 2001, con il decreto ministeriale 468, Fidenza è stata inserita ufficialmente tra i Sin, avviando la prima fase di finanziamenti e interventi.
La visita del ministro Pichetto Fratin e il messaggio delle istituzioni
Oggi sul sito si è svolta la visita del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, accompagnato dal presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale e dall’assessora regionale all’Ambiente Irene Priolo. Presenti anche il sindaco di Fidenza Davide Malvisi e il presidente della Provincia di Parma Alessandro Fadda.
De Pascale ha definito il Sin di Fidenza una delle criticità ambientali più rilevanti del territorio regionale, sottolineando come l’avvio della fase conclusiva rappresenti un passaggio fondamentale per consolidare un percorso lungo e complesso. Bonificare, ha evidenziato, significa tutelare la salute delle persone e la qualità dell’ambiente, ma anche creare condizioni per un futuro diverso, in cui aree compromesse possano tornare integrate nel tessuto urbano e generare opportunità di crescita.
L’assessora Priolo ha collegato l’intervento di Fidenza a un quadro regionale più ampio, ricordando come il programma di risanamento ambientale in Emilia-Romagna sia già completato per il 70%, anche grazie ai lavori sui 17 siti orfani finanziati con risorse Pnrr. Un percorso che consente di recuperare aree rimaste inutilizzate o potenzialmente pericolose, rendendole disponibili per nuove destinazioni e percorsi di sviluppo.
Dal risanamento alla rigenerazione urbana: la prospettiva del Comune
Il sindaco Malvisi ha parlato di un risultato straordinario, frutto della continuità amministrativa e di una lunga collaborazione tra Comune, Ministero, Regione e strutture tecniche nazionali e regionali. Ha ricordato come nel 2001 sia stata compiuta una scelta decisiva con l’acquisizione dell’area ex Cip dalla curatela fallimentare, seguita nel 2005 da un intervento analogo per l’ex Carbochimica. Decisioni non scontate, che oggi permettono di affrontare concretamente la fase finale dei lavori.
Il presidente della Provincia Fadda ha ribadito che l’esito raggiunto è il risultato di un lavoro congiunto tra istituzioni e Unione Europea, sottolineando come questa opportunità di rinascita per il territorio fidentino sia figlia di scelte lungimiranti e di una gestione pubblica attenta di questioni delicate.
Il passaggio conclusivo della bonifica non rappresenta soltanto la chiusura di un capitolo tecnico: è la condizione necessaria per avviare una vera rigenerazione urbana, restituendo alla città un’area che per troppo tempo ha rappresentato un simbolo di rischio ambientale e di frattura tra comunità e territorio.