Fondi UE, la Regione Emilia-Romagna approva 29 bandi: 310 milioni tra febbraio e aprile
12/02/2026
Tra febbraio e aprile l’Emilia-Romagna apre una nuova fase di sostegno economico e sociale rivolta a persone, imprese e territori, mettendo in campo 29 bandi per complessivi 310 milioni di euro di fondi europei. Le misure coprono un raggio ampio di interventi: formazione, lavoro, welfare, turismo, commercio, attività produttive, agricoltura, oltre a interventi per la prevenzione e il ristoro dei danni da dissesto idrogeologico.
Il pacchetto di bandi introduce anche un elemento organizzativo destinato a incidere sulla partecipazione di enti e soggetti interessati: il calendario unico, pensato per offrire una visione integrata delle opportunità, facilitare la programmazione e migliorare l’efficacia degli investimenti.
Il calendario unico dei bandi e la strategia regionale
Secondo il presidente della Regione Michele de Pascale e l’assessore al Bilancio Davide Baruffi, il calendario unico rappresenta un passaggio chiave perché consente al sistema regionale di conoscere con anticipo le iniziative, riducendo tempi e frammentazione, e permettendo una partecipazione più ordinata da parte di imprese, persone ed enti.
Nel messaggio politico della Regione emerge un punto centrale: trasformare risorse europee complesse in strumenti concreti per i territori, valorizzando il ruolo delle comunità locali e mantenendo elevata la capacità di programmazione e attuazione.
FSE+ e FESR: formazione, competenze e sostegno alle imprese
Sul versante del FSE+ (Fondo sociale europeo Plus) sono previsti 13 bandi, per un totale di 158,35 milioni di euro, destinati a iniziative che includono: orientamento post-diploma, contrasto alla dispersione scolastica, formazione continua per professionisti, sviluppo di competenze manageriali e imprenditorialità, oltre a misure per il reinserimento lavorativo nei casi di crisi aziendali, la transizione scuola-lavoro e l’occupazione giovanile.
Accanto a queste misure, il FESR (Fondo europeo di sviluppo regionale) finanzia 5 bandi con oltre 15 milioni di euro complessivi. Il capitolo principale, con 10 milioni, è dedicato agli investimenti per commercio e pubblici esercizi, considerata una misura particolarmente attesa. A questo si aggiungono 3 milioni per certificazioni aziendali, 500mila euro a sostegno delle imprese culturali e creative e 750mila euro per progetti legati alla produzione e allo sviluppo di opere audiovisive.
Agricoltura e territori fragili: CoPSR e FEASR per oltre 136 milioni
Sul fronte agricolo entrano in gioco le risorse CoPSR e FEASR, che garantiscono oltre 136 milioni di euro per 11 bandi previsti nello stesso periodo. Tra le voci più rilevanti spiccano 28 milioni dedicati alla prevenzione e al ristoro dei danni da dissesto idrogeologico, tema particolarmente sensibile in un territorio che ha dovuto affrontare negli ultimi anni eventi climatici e criticità idrauliche con ricadute concrete su comunità e imprese.
Le zone montane potranno contare su 31,5 milioni, mentre altri 17,5 milioni sono destinati a progetti per zone svantaggiate. Agli investimenti per la competitività delle aziende agricole vanno quasi 21 milioni. Per i giovani agricoltori sono previsti 12,3 milioni per investimenti e 15 milioni per l’insediamento, con l’obiettivo di favorire ricambio generazionale e stabilità del comparto.
Avanzamento dei programmi 2021-2027: i numeri della spesa
Il calendario unico dei bandi per il trimestre febbraio-aprile 2026 si inserisce nel programma regionale 2021-2027 e viene presentato come ulteriore passo in avanti nella capacità di attuazione.
Al 31 dicembre 2025, la Regione dichiara di aver già impegnato 730 milioni sul FSE+, pari al 71% delle risorse disponibili. Per il FESR, lo stato di avanzamento indicato è del 78,6%, con 805 milioni impegnati. Per il PSR, avviato nel 2023, l’avanzamento supera il 45,1%, con circa 460 milioni destinati all’agricoltura su un totale di 1 miliardo.
Proprio questa capacità di programmazione e impegno delle risorse, secondo quanto riportato, è stata riconosciuta anche dalla Commissione europea durante i Comitati di sorveglianza dei Programmi regionali FSE+ e FESR 2021-2027, che hanno indicato l’Emilia-Romagna tra le regioni europee più avanzate nell’utilizzo dei fondi della politica di coesione.