Caricamento...

Reggio Emilia 365 Logo Reggio Emilia 365

Indicazione geografica “non food”, una leva strategica per artigianato, territori e Pmi

28/01/2026

Indicazione geografica “non food”, una leva strategica per artigianato, territori e Pmi

Le indicazioni geografiche per i prodotti artigianali e industriali si candidano a diventare uno strumento decisivo per rafforzare il sistema produttivo italiano, tutelare le identità territoriali e sostenere la competitività delle micro, piccole e medie imprese. È quanto emerso dall’audizione di CNA, Confartigianato e Casartigiani davanti alla 9ª Commissione Industria del Senato, nell’ambito dell’esame dello schema di decreto legislativo di adeguamento al Regolamento UE 2023/2411.

Le Confederazioni hanno espresso un giudizio positivo sull’iniziativa del Governo, sottolineando l’importanza di un quadro normativo chiaro e omogeneo che consenta alle imprese di orientarsi con certezza nelle procedure per l’ottenimento e il mantenimento delle indicazioni geografiche “non food”, da tempo richieste dal mondo dell’artigianato e delle PMI.

Un potenziale economico, culturale e territoriale

Secondo CNA, Confartigianato e Casartigiani, le IG applicate ai prodotti artigianali e industriali rappresentano un’opportunità non solo economica, ma anche culturale e turistico-promozionale. Il bacino potenziale è ampio: oltre 250 prodotti italiani risultano candidabili al riconoscimento, all’interno di un sistema manifatturiero che conta più di mille specializzazioni provinciali ad alto valore aggiunto in termini di qualità, design, tradizione e capacità innovativa.

Questo patrimonio produttivo incide per il 7,9% del PIL nazionale e costituisce una quota rilevante dell’export delle PMI. Le indicazioni geografiche possono quindi diventare un fattore di posizionamento sui mercati, in grado di difendere le produzioni da imitazioni e concorrenza sleale, rafforzando al tempo stesso la reputazione del Made in Italy.

Reti locali e sviluppo sostenibile

Le Confederazioni hanno evidenziato come le IG “non food” possano contribuire a tre obiettivi strategici: rilanciare l’artigianato artistico e tradizionale, favorire la creazione di reti tra imprese e istituzioni locali e consolidare il legame tra prodotto e territorio, anche in una prospettiva di sviluppo sostenibile e di valorizzazione delle aree interne.

In questo contesto, è stata sottolineata la necessità di riproporre il contributo pubblico per la predisposizione dei disciplinari di produzione, già previsto dal decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy dell’11 giugno 2024. Una misura considerata essenziale in vista dell’apertura, dal 1° dicembre 2025, delle domande di registrazione delle indicazioni geografiche per i prodotti artigianali e industriali.

Secondo le organizzazioni di rappresentanza, il sostegno pubblico è decisivo per consentire anche alle realtà più piccole di affrontare i costi legati alla consulenza tecnica e accedere alla tutela europea, evitando che uno strumento pensato per rafforzare le PMI finisca per essere appannaggio esclusivo delle imprese più strutturate.

Andrea Bianchi Avatar
Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.