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In Questura a Reggio Emilia l’incontro con Bormolini: “Oltre la perdita. La speranza che genera sicurezza”

28/02/2026

In Questura a Reggio Emilia l’incontro con Bormolini: “Oltre la perdita. La speranza che genera sicurezza”
Foto di https://questure.poliziadistato.it/it/ReggioEmilia/articolo/1042699eeb6b49c92206797901/

La sicurezza non è soltanto presidio del territorio o prevenzione dei reati: passa anche attraverso l’ascolto, la consapevolezza del dolore e la capacità di costruire relazioni. È su questa prospettiva che si è svolto, questa mattina alle ore 10.00 nella Sala “Palatucci” della Questura di Reggio Emilia, l’incontro dal titolo “Oltre la perdita. La speranza che genera sicurezza”, inserito nella seconda edizione del progetto “Conoscersi per comprendersi: la Polizia tra le persone”.

L’appuntamento, aperto alla cittadinanza, ha affrontato temi che raramente trovano spazio nei contesti istituzionali ma che fanno parte della quotidianità di chi opera sul territorio: disagio esistenziale, lutto, dipendenze, fragilità, ma anche solidarietà e accoglienza.

Il dolore umano al centro della riflessione

L’iniziativa nasce dall’idea che la sicurezza non sia un concetto esclusivamente operativo, bensì un equilibrio che coinvolge dimensioni sociali e personali. Gli operatori della Polizia di Stato si confrontano ogni giorno con situazioni di sofferenza, perdita e smarrimento; per questo il progetto intende creare occasioni di dialogo che aiutino a leggere ciò che resta spesso invisibile.

A guidare la riflessione è stato Guidalberto Bormolini, monaco, teologo, antropologo e tanatologo, fondatore del progetto TUTTOèVITA, dedicato all’accompagnamento spirituale di persone colpite da malattie gravi, lutti o crisi profonde. La sua presenza ha dato all’incontro un taglio meditativo ma al tempo stesso concreto, centrato sull’elaborazione del dolore e sulla ricerca di significato.

La speranza come forza interiore

Nel corso dell’intervento, Bormolini ha proposto una lettura del lutto che non si limita alla dimensione della perdita, ma invita a una razionalizzazione della morte come parte dell’esperienza umana. L’analisi si è soffermata sulla possibilità di trasformare il dolore in energia interiore, individuando nella speranza un elemento generativo, capace di sostenere percorsi personali e collettivi.

L’attenzione ai temi della fragilità non è stata disgiunta da un richiamo alla responsabilità comunitaria: la capacità di esserci, di accompagnare e di ascoltare diventa parte integrante di un’idea di sicurezza fondata sulla relazione.

L’incontro si è concluso con l’intervento del Questore della Provincia di Reggio Emilia, Carmine Soriente, che ha sottolineato la rilevanza dei contenuti emersi e ha invitato i presenti al prossimo appuntamento del ciclo, previsto per il 16 marzo 2026, sempre nella Sala Palatucci.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to