Inalca, accordo dopo un anno per i lavoratori dell’ex sito di via Due Canali. CIGS prorogata e ricollocazioni garantite
12/02/2026
Dopo un anno di vertenza e mesi di trattative difficili, arriva un accordo che segna un punto di svolta per i lavoratori dell’ex stabilimento Inalca di via Due Canali, a Reggio Emilia, colpito dall’incendio che aveva determinato la cessazione dell’attività. L’intesa è stata sottoscritta il 6 febbraio 2026 presso l’Assessorato al Lavoro della Regione Emilia-Romagna tra azienda e rappresentanze sindacali.
A darne notizia sono Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil, che definiscono l’esito della trattativa una prima importante attestazione della vertenza, sottolineando di aver evitato licenziamenti unilaterali e di aver costruito una prospettiva occupazionale in un contesto che, senza un intervento strutturato, avrebbe rischiato di tradursi in una crisi senza soluzioni.
Proroga della CIGS fino al 9 agosto 2026
Il primo punto centrale dell’accordo riguarda la proroga di sei mesi della cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività, che proseguirà fino al 9 agosto 2026, con decorrenza dal 10 febbraio 2026.
La proroga resta subordinata alla verifica del Ministero del Lavoro, che però ha già comunicato la sussistenza dei requisiti necessari per l’accesso allo strumento. Durante questo periodo vengono confermati tutti i trattamenti già riconosciuti nei primi dodici mesi di gestione della crisi.
Ricollocazione di 82 lavoratori e tutela di contratto e retribuzione
Un altro elemento rilevante dell’intesa è l’impegno di Inalca a ricollocare, entro la fine della proroga della CIGS, 82 lavoratori sui 164 attualmente in forza.
La redistribuzione avverrà all’interno di altri stabilimenti del gruppo: 32 lavoratori saranno destinati tra Pegognaga (Mantova) e Piacenza, mentre altri 50 saranno collocati nei siti del comprensorio modenese.
Il punto sottolineato dai sindacati riguarda le garanzie contrattuali: i lavoratori ricollocati manterranno la stessa retribuzione, lo stesso contratto nazionale applicato, lo stesso inquadramento e l’anzianità maturata, con piena tutela sia sul piano giuridico sia su quello contrattuale.
Trasporti a carico dell’azienda fino al 2027
L’accordo prevede inoltre che Inalca si faccia carico di tutti gli oneri di trasporto per i lavoratori ricollocati fino al 31 agosto 2027, secondo modalità collettive già attualmente in vigore. Una misura che assume un peso concreto, considerando le distanze e il cambiamento di sede lavorativa previsto per parte del personale.
Licenziamenti solo su base volontaria e incentivi all’esodo
Sul fronte più delicato della vertenza, quello dei licenziamenti, l’intesa chiude la procedura di licenziamento collettivo stabilendo un criterio esclusivo: la non opposizione del lavoratore, cioè la volontarietà. In pratica, l’azienda non potrà procedere con licenziamenti unilaterali senza il consenso dei lavoratori interessati.
Per chi sceglierà di aderire all’uscita volontaria sono previsti incentivi economici compresi tra 11,60 e 12,89 mensilità nette. A questo si aggiunge un percorso di outplacement finanziato dall’azienda, con attività di mappatura delle competenze e riqualificazione professionale finalizzata alla ricollocazione presso aziende terze con contratto a tempo indeterminato.
I sindacati: “Nessun trionfalismo, ma un equilibrio possibile”
Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil definiscono l’accordo un punto di equilibrio raggiunto in una situazione estremamente complessa. Le organizzazioni sindacali sottolineano che non si tratta di un risultato da celebrare con toni trionfalistici, trattandosi comunque di un accordo difensivo legato a una procedura di licenziamento, ma rivendicano di aver ottenuto garanzie decisive per impedire soluzioni unilaterali e aprire prospettive occupazionali concrete.
A rafforzare la legittimazione dell’intesa viene richiamato anche il voto unanime dei lavoratori, espresso durante un’assemblea partecipata che ha approvato l’accordo.
Il ruolo delle istituzioni e il tavolo provinciale
I sindacati evidenziano infine la necessità di costruire ulteriori opportunità occupazionali sul territorio reggiano per i lavoratori che resteranno in esubero. In questo senso viene valutato positivamente il lavoro di interlocuzione con altre aziende del settore alimentare e l’iniziativa del sindaco di Reggio Emilia per l’attivazione di un tavolo provinciale che coinvolga organizzazioni sindacali e parti datoriali.
Un ringraziamento viene rivolto alle istituzioni locali e regionali, con un riferimento specifico all’assessore regionale al Lavoro Giovanni Paglia, per il ruolo svolto nell’accompagnare una vertenza definita particolarmente dura.