Iran, repressione delle proteste: la solidarietà di Bologna e l’appello di Matteo Lepore
12/01/2026
Le notizie che arrivano dall’Iran descrivono una fase di repressione particolarmente dura nei confronti delle manifestazioni che, da giorni, attraversano il Paese. Secondo i dati diffusi, l’escalation delle azioni delle autorità ha già provocato decine di vittime e migliaia di arresti, colpendo in modo trasversale lavoratori, studenti, donne e famiglie che chiedono diritti fondamentali e risposte a una crisi economica sempre più opprimente. In questo contesto, la presa di posizione delle istituzioni locali europee assume un valore politico e civile che va oltre i confini nazionali.
Da Bologna arriva una dichiarazione netta del sindaco Matteo Lepore, che ha espresso vicinanza e solidarietà alla popolazione iraniana coinvolta nelle proteste, richiamando l’attenzione della comunità internazionale sulla necessità di un impegno concreto per la tutela dei diritti umani.
La voce delle istituzioni locali di fronte alla crisi iraniana
Nel suo intervento, Lepore ha parlato apertamente di una “violenta escalation repressiva”, sottolineando come i numeri delle vittime e degli arresti restituiscano la misura di una situazione che non può essere ignorata. Le proteste in Iran non rappresentano un episodio isolato o circoscritto, ma il segnale di un disagio profondo che attraversa ampi settori della società, aggravato dalle difficoltà economiche e dalla mancanza di tutele fondamentali.
Il sindaco ha ribadito che Bologna segue con attenzione e partecipazione quanto sta accadendo, riconoscendo il diritto delle persone a manifestare pacificamente e a chiedere condizioni di vita dignitose. Una posizione che si inserisce in una tradizione di attenzione ai diritti civili e alla dimensione internazionale delle crisi umanitarie.
La comunità iraniana a Bologna e il legame con la città
Particolare rilievo assume il riferimento ai cittadini e alle cittadine iraniane che vivono, studiano e lavorano a Bologna. Per loro, quanto accade nel Paese d’origine non è una notizia lontana, ma una ferita quotidiana, seguita con apprensione e dolore. Lepore ha voluto esplicitare la vicinanza dell’amministrazione comunale a questa comunità, riconoscendo il valore umano e sociale della loro presenza in città.
La solidarietà espressa non si limita a un gesto simbolico, ma intende rafforzare un clima di accoglienza e ascolto, in cui chi vive a Bologna possa sentirsi parte di una collettività attenta anche alle sofferenze che superano i confini nazionali.
L’appello a Governo, Unione Europea e comunità internazionale
Nel passaggio più politico della dichiarazione, il sindaco ha chiamato in causa il Governo italiano, l’Unione Europea e l’intera comunità internazionale, invitandoli a utilizzare “tutti gli strumenti a disposizione” per favorire il pieno rispetto dei diritti fondamentali in Iran. Un richiamo che mette al centro la responsabilità delle istituzioni sovranazionali, chiamate a non limitarsi a prese di posizione formali.
La richiesta è chiara: servono iniziative diplomatiche, pressioni politiche e un’attenzione costante affinché la repressione non diventi una normalità tollerata. In questo senso, la voce di Bologna si aggiunge a quella di altre città e realtà europee che vedono nella difesa dei diritti umani un principio non negoziabile.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to