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Pesca a Goro: granchio blu e anossia delle vongole, confronto con imprese e cooperative

17/01/2026

Pesca a Goro: granchio blu e anossia delle vongole, confronto con imprese e cooperative

Un confronto diretto con chi lavora ogni giorno nel Delta e sta vivendo una crisi che non ha più i contorni dell’emergenza episodica, ma quelli di una difficoltà strutturale. A Goro, nel ferrarese, l’assessore regionale all’Agricoltura e pesca Alessio Mammi ha incontrato, insieme alla sindaca Maria Bugnoli, imprese, cooperative e istituzioni locali del comparto pesca e acquacoltura per fare il punto sulle misure già attivate dalla Regione e sulle prospettive di intervento legate a due fattori che stanno riscrivendo gli equilibri produttivi della zona: la proliferazione del granchio blu e i fenomeni di anossia che colpiscono le vongole.

La crisi, ormai, incide su redditi, occupazione e tenuta sociale delle comunità costiere. Per questo l’incontro è stato impostato come un passaggio operativo: ascolto delle esigenze, verifica delle risorse disponibili e individuazione di scelte condivise su come impiegarle.

Le risorse regionali: 3,5 milioni dal 2023 al 2025, altri 1,5 nel 2026

La Regione Emilia-Romagna ha stanziato 3,5 milioni di euro nel triennio 2023-2025 a sostegno del settore pesca e acquacoltura, con l’obiettivo di sostenere il reddito delle imprese e contenere l’impatto occupazionale in una fase di difficoltà prolungata. L’impegno viene confermato anche per il prossimo anno: nel bilancio 2026 sono previsti ulteriori 1,5 milioni di euro per proseguire e rafforzare le azioni già avviate.

A queste risorse si aggiungono 450 mila euro destinati a interventi ambientali nella Sacca di Goro, interventi che la Regione considera propedeutici a un progetto più ampio di riqualificazione, da costruire insieme al Comune, agli enti competenti e agli attori economici del territorio su più annualità, con una logica di gestione programmatica e non più reattiva.

Smaltimento, protezione, novellame: le scelte da decidere con il settore

Mammi ha chiarito che i 1,5 milioni previsti per il 2026 sono pensati a integrazione delle risorse del Commissario al granchio blu Enrico Caterino, e non in sostituzione. La Regione, ha spiegato, deciderà insieme a imprese e associazioni di rappresentanza come orientare gli investimenti: dallo smaltimento del granchio blu alla protezione delle aree di raccolta, fino all’acquisto di novellame e ad altre azioni ritenute più utili in base alle esigenze della filiera.

Nel ragionamento regionale entra anche un capitolo più industriale: rafforzare la filiera di trasformazione ittica e sostenere competitività e innovazione, valutando se sia necessario rimodulare alcuni obiettivi del Feampa, il Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura. L’idea di fondo è evitare che la crisi si traduca in un arretramento permanente del comparto, costruendo invece strumenti che aiutino le imprese a reggere l’urto e a riposizionarsi.

Bugnoli: “Difendere la pesca significa difendere comunità e lavoro”

La sindaca Maria Bugnoli ha sottolineato come Goro sia tra i territori che stanno pagando il prezzo più alto della crisi. Pesca e acquacoltura, ha ricordato, tengono insieme lavoro, famiglie e identità locale: quando il settore si ferma, l’effetto si riflette immediatamente sulla vita quotidiana delle persone. Bugnoli ha ringraziato la Regione per l’attenzione costante e per il lavoro portato avanti negli ultimi anni, rimarcando la necessità di scelte responsabili e di una visione di medio-lungo periodo costruita insieme alle comunità costiere.

L’incontro di Goro si colloca così dentro una strategia che, nelle intenzioni, punta a tutelare contemporaneamente lavoro, ambiente e produzione, con un obiettivo preciso: salvaguardare la raccolta delle vongole, considerata un’eccellenza produttiva del Delta e un elemento chiave dell’economia regionale.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.