Post alluvione, si accelera sulla sicurezza: Savio e Montone tra i cantieri chiave da 90 milioni
20/02/2026
Dopo le alluvioni del 2023 e del 2024 la provincia entra in una fase in cui la ricostruzione non coincide più soltanto con le urgenze, ma con una scelta di metodo: trasformare l’esperienza della fragilità idraulica in un programma di opere misurabile, tracciabile, capace di ridurre davvero il rischio. Il quadro degli interventi aggiornato il 19 febbraio, durante l’assemblea dei sindaci convocata a Forlì nella sede della Provincia, racconta un territorio che sta provando a stringere tempi e priorità, con un investimento complessivo intorno ai 90 milioni di euro distribuito tra corsi d’acqua e versanti.
Tra i cantieri simbolo ci sono due opere che toccano direttamente i tratti urbani più esposti: sul fiume Savio, nel comune di Cesena, è stato appena concluso un intervento da 1,3 milioni di euro per aumentare la capacità di deflusso; sul Montone, a Forlì, è in corso un cantiere analogo, dal valore di 2,5 milioni, sempre orientato a migliorare la tenuta idraulica del tratto urbano.
Il punto a Forlì con Curcio e i sindaci: dal pronto intervento alle opere strutturali
All’incontro hanno partecipato Manuela Rontini, sottosegretaria alla Presidenza della Regione con delega alla Protezione civile, e Fabrizio Curcio, commissario straordinario per la ricostruzione, insieme al presidente della Provincia Enzo Lattuca, a sindache e sindaci, a rappresentanti istituzionali e ai dirigenti dell’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile.
Il confronto ha avuto un taglio operativo: non una passerella di numeri, ma la necessità di mettere in fila i bisogni dei comuni e costruire un percorso credibile, con un cronoprogramma che tenga insieme risorse, progettazioni e cantieri. Rontini ha descritto l’assemblea come un passaggio utile a condividere le esigenze e a definire, con la struttura commissariale, come proseguire nel percorso di ricostruzione, richiamando l’obiettivo della sicurezza per Forlivese e Cesenate e la volontà di individuare le opere strutturali, anticipando parte delle risorse previste dal decreto legge 65: per la progettazione risultano già stanziati 10 milioni di euro.
Lattuca ha parlato di una fase “decisiva” che nel 2026 entrerà nel vivo, anche grazie al lavoro di raccordo svolto tra Regione e struttura commissariale. La Provincia, ha spiegato, ha scelto di gestire direttamente gli interventi già finanziati e di arrivare a realizzare opere per circa 84 milioni di euro tra somme urgenze, interventi urgenti e ripristini.
Lo sguardo, però, va oltre l’emergenza: con 919 milioni destinati all’Emilia-Romagna in dieci anni per opere strutturali di riduzione del rischio idraulico e ulteriori 475 milioni per opere civili, la questione centrale diventa la programmazione, perché le risorse, pur consistenti, non copriranno ogni necessità e imporranno una selezione di priorità condivise.
I numeri dei cantieri: 44 interventi sui corsi d’acqua e 6 sui versanti
Il cuore dell’azione in provincia riguarda i corsi d’acqua: gli interventi complessivi sono 44, per un totale di 81 milioni e 850mila euro, finanziamenti che arrivano dalle ordinanze commissariali del 2023 e dagli stanziamenti per le somme urgenze del 2024.
Il quadro è già articolato e, proprio per questo, utile a capire dove si concentra lo sforzo: 22 interventi risultano conclusi (20 milioni e 270mila euro), 9 avviati (14 milioni e 400mila euro) e 13 in progettazione (47 milioni e 180mila euro). In altre parole, una parte importante della spesa si colloca nella fase che precede l’apertura dei cantieri, dove tempi tecnici e capacità progettuale diventano determinanti quanto i fondi disponibili.
Sul bacino Montone-Rabbi si contano 18 interventi per circa 43 milioni di euro, con una distribuzione che mostra un lavoro già avanzato: 10 conclusi, 3 avviati, 5 in progettazione. Sul bacino Ronco-Bidente gli interventi sono 6 per 8 milioni e 100mila euro (3 conclusi, 1 avviato, 2 in progettazione). È previsto inoltre 1 intervento in progettazione sul bacino del torrente Bevano da 1,5 milioni di euro. Sul bacino Savio e torrente Borello sono 6 gli interventi per 9 milioni e 450mila euro (3 conclusi, 2 avviati, 1 in progettazione). Infine, sul bacino Rubicone-Pisciatello sono 13 gli interventi per 19 milioni e 780mila euro (6 conclusi, 3 avviati, 4 in progettazione).
Accanto al reticolo idraulico, resta aperta la partita dei versanti, spesso altrettanto delicata quando piogge intense e saturazione dei terreni si sommano: gli interventi previsti sono 6, per 9 milioni e 450mila euro, con 2 opere concluse, 2 avviate e 2 in progettazione.
Il messaggio che arriva dal dossier e dal confronto con i sindaci è netto: l’Emilia-Romagna, e in particolare il Forlivese-Cesenate, sta tentando di passare dalla riparazione al rafforzamento, con scelte che richiedono coordinamento, responsabilità politica e una capacità di sintesi tra urgenze locali e pianificazione di bacino, perché la sicurezza idraulica non si costruisce per singoli tratti, ma per continuità di intervento e coerenza tecnica.