Qualità dell’aria in Emilia-Romagna: pubblicato il report 2025 con dati e analisi provinciali
07/02/2026
È disponibile il nuovo report interattivo dedicato alla qualità dell’aria in Emilia-Romagna nel 2025, che raccoglie i dati annuali e l’analisi elaborata sulla base dei valori rilevati dalla rete regionale di monitoraggio. Il documento rappresenta uno strumento di consultazione utile per comprendere l’andamento dell’inquinamento atmosferico su scala provinciale e per valutare l’evoluzione dei principali indicatori ambientali.
L’analisi proposta nel report si concentra su quattro inquinanti considerati determinanti per la qualità dell’aria e per l’impatto sulla salute pubblica: PM10, PM2.5, NO2 e O3. Per rendere più chiara la lettura dei risultati, il rapporto è articolato in quattro sezioni distinte, ciascuna dedicata a uno specifico inquinante, con dati presentati in modo comparabile tra le diverse province della regione.
PM10, PM2.5, NO2 e ozono: i quattro indicatori chiave del report
La scelta di focalizzarsi su queste quattro sostanze risponde alla loro rilevanza ambientale e sanitaria. Il particolato atmosferico, in particolare PM10 e PM2.5, è uno degli elementi più monitorati perché legato a fenomeni di accumulo e persistenza, soprattutto nei periodi invernali. Il biossido di azoto (NO2) è invece fortemente associato alle emissioni da traffico e alle attività urbane, mentre l’ozono (O3) rappresenta un inquinante tipicamente estivo, influenzato da condizioni meteorologiche e dalla presenza di precursori in atmosfera.
La suddivisione su base provinciale consente di leggere le differenze territoriali e individuare eventuali criticità ricorrenti, fornendo un quadro più dettagliato rispetto a una semplice media regionale.
La rete regionale di monitoraggio: 47 stazioni certificate e controllate
Il report si basa sui dati rilevati dalla rete regionale di misura della qualità dell’aria, gestita da Arpae Emilia-Romagna. Si tratta di un sistema certificato secondo la norma UNI EN ISO 9001:2015, sottoposto a controlli rigorosi e costanti per garantire affidabilità e qualità dei dati raccolti.
La rete è composta complessivamente da 47 stazioni, distribuite in modo da rappresentare soprattutto le aree a maggiore densità abitativa. Ogni stazione misura il biossido di azoto, mentre le altre rilevazioni risultano così articolate:
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43 stazioni misurano PM10
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24 stazioni misurano PM2.5
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34 stazioni misurano ozono
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5 stazioni misurano monossido di carbonio (CO)
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9 stazioni misurano benzene
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1 stazione misura biossido di zolfo (SO2)
La collocazione prevalentemente urbana delle stazioni rende i dati particolarmente significativi per comprendere l’esposizione della popolazione residente, concentrata nelle principali città e aree metropolitane.
Un report pensato per la consultazione pubblica e l’analisi dei trend
Il formato interattivo del report consente una consultazione più immediata e dettagliata, offrendo un supporto utile non soltanto per tecnici e amministratori, ma anche per cittadini interessati a conoscere l’andamento della qualità dell’aria nel proprio territorio.
Attraverso l’elaborazione dei valori raccolti dalla rete di monitoraggio, il documento fornisce una base informativa essenziale per valutare la situazione ambientale regionale e per orientare strategie di prevenzione e riduzione dell’inquinamento atmosferico.