Referendum sulla giustizia: il Comitato per il No mobilita Reggio Emilia
19/03/2026
Una campagna diffusa, costruita sul contatto diretto con i cittadini e su un fitto calendario di iniziative pubbliche, accompagna a Reggio Emilia l’avvicinarsi del referendum sulla giustizia in programma il 22 e 23 marzo.
Il Comitato territoriale per il No rivendica un impegno capillare che, in poco più di due mesi, ha portato all’organizzazione di oltre 265 appuntamenti tra banchetti informativi, volantinaggi, dibattiti e incontri pubblici.
Un’attività che ha coinvolto migliaia di persone, con l’obiettivo dichiarato di illustrare i contenuti della riforma e le motivazioni contrarie alla sua approvazione. Il percorso si avvia ora verso l’evento conclusivo previsto per venerdì 20 marzo in Piazza Prampolini, dove interverranno, tra gli altri, Tomaso Montanari e Maurizio Landini.
Le ragioni del No e il nodo dell’equilibrio dei poteri
Al centro della posizione del Comitato vi è la convinzione che la riforma incida in modo significativo sull’assetto della magistratura, intervenendo su principi ritenuti essenziali per il funzionamento dello Stato. Secondo i promotori del No, le modifiche proposte rischierebbero di alterare l’equilibrio tra i poteri, mettendo in discussione l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, considerate garanzie fondamentali per la tutela dei cittadini.
L’attenzione si concentra in particolare sul sistema di autogoverno della magistratura e sulle possibili ricadute legate a un maggiore peso della politica in ambiti delicati, come la gestione delle carriere e i procedimenti disciplinari. Una prospettiva che, secondo il Comitato, potrebbe tradursi in un indebolimento delle tutele democratiche.
Un confronto che riguarda la qualità della democrazia
Il dibattito, sottolineano i promotori dell’iniziativa, non si esaurisce in una dimensione tecnica, ma tocca aspetti più ampi legati al funzionamento delle istituzioni. La questione viene presentata come una scelta che riguarda il modello di Stato e il rapporto tra i poteri, con implicazioni dirette sui diritti e sulle libertà dei cittadini.
A sostegno delle ragioni del No è intervenuta anche Rosy Bindi, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di preservare i principi costituzionali legati alla separazione dei poteri e al ruolo del Consiglio Superiore della Magistratura, ritenuto uno dei pilastri dell’indipendenza giudiziaria.
L’appello del Comitato si rivolge infine alla partecipazione al voto, considerata determinante per esprimere una posizione consapevole su un passaggio che viene definito rilevante per l’assetto istituzionale del Paese.
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