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Reggio Emilia aderisce al “Manifesto dei diritti alla vita fino alla fine”

08/02/2026

Reggio Emilia aderisce al “Manifesto dei diritti alla vita fino alla fine”

La Giunta comunale ha approvato l’adesione al “Manifesto dei diritti alla vita fino alla fine”, documento promosso nell’ambito del progetto “InVita – Percorsi e azioni per la creazione di Caring Communities”, coordinato dal CSV Emilia. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di dare forma, nel territorio di Reggio Emilia, a una delle prime esperienze di “compassionate communities”, comunità capaci di riconoscere la fragilità come dimensione condivisa e di organizzarsi per accompagnare la vita anche nella sua fase conclusiva.

Il Manifesto è il risultato di un percorso collettivo che ha coinvolto associazioni, operatori e cittadini. Non si presenta come una dichiarazione astratta di principi, ma come uno strumento di orientamento culturale e civico, pensato per rendere più consapevoli le persone dei diritti che l’ordinamento già riconosce, soprattutto in presenza di malattia e nella parte finale dell’esistenza. Al centro vi è l’idea che l’autodeterminazione non venga meno quando la salute si indebolisce, ma debba anzi essere tutelata con maggiore attenzione.

I diritti al centro del Manifesto

Il testo dà voce a diritti fondamentali che riguardano ogni persona. In primo luogo, il diritto all’informazione, intesa non solo come conoscenza delle forme di tutela giuridica disponibili, ma anche come accesso chiaro e comprensibile alle informazioni su cure e terapie, per poter assumere decisioni consapevoli e gestire il tempo che resta. A questo si affianca il diritto a una cura dignitosa e personalizzata, che include l’accesso libero ed equo alle cure palliative, riconosciute come parte integrante dell’assistenza e non come risposta residuale.

Un ulteriore asse riguarda il diritto a non essere lasciati soli. Il Manifesto richiama esplicitamente il valore di una comunità compassionevole, capace di riconoscere la fragilità, di farsi carico dei bisogni che emergono e di attivare reti di prossimità che contrastino isolamento e marginalità, spesso accentuati nei momenti di malattia grave.

Dalle enunciazioni alle azioni

Accanto ai diritti, il Manifesto propone azioni concrete per renderli effettivi. Tra queste, il cambiamento del linguaggio con cui si parla di malattia, fragilità e morte, superando reticenze e stereotipi che rischiano di alimentare esclusione e silenzio. Viene indicata la necessità di formare in modo continuativo gli operatori socio-sanitari, affinché l’assistenza sia non solo tecnicamente competente, ma anche attenta alla dimensione relazionale e umana.

Particolare rilievo è attribuito al ruolo delle famiglie e dei caregiver, riconosciuti come attori centrali nei percorsi di cura e bisognosi, a loro volta, di sostegno e accompagnamento. Garantire un accesso equo ai servizi e costruire, con il contributo di tutti, una comunità che si prende cura della vita fino alla morte rappresentano l’orizzonte verso cui l’adesione al Manifesto intende muoversi.

La scelta della Giunta comunale assume così un valore che va oltre l’atto formale: segna l’impegno a promuovere una cultura della cura condivisa, nella quale i diritti di fine vita diventano parte integrante del vivere civile e della responsabilità collettiva.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to