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Reggio Emilia celebra Giovanni Palatucci: 81 anni dalla morte del “Giusto fra le Nazioni”

11/02/2026

Reggio Emilia celebra Giovanni Palatucci: 81 anni dalla morte del “Giusto fra le Nazioni”
Foto di: https://questure.poliziadistato.it/statics/59/comunicato-stampa-del-11.02.2026---commemorazione-giovanni-palatucci---4.jpg?art=1&lang=it

Reggio Emilia ha ricordato Giovanni Palatucci, ex Questore reggente di Fiume e figura simbolo della Polizia di Stato, nell’81° anniversario della sua morte avvenuta in un campo di concentramento nazista. Una commemorazione che ha unito istituzioni, cittadini e studenti, trasformandosi in un momento di riflessione collettiva sul coraggio civile di un uomo che, durante la Seconda guerra mondiale, scelse di opporsi alla persecuzione razziale pagando con la propria vita.

La cerimonia si è svolta mercoledì 11 febbraio e ha visto la partecipazione delle principali autorità civili, militari e religiose, dei rappresentanti dell’Associazione Nazionale Polizia di Stato e di studenti dell’Istituto Secondario di Primo Grado “A. Manzoni”, oltre a numerosi presenti intervenuti per assistere.

Tre momenti per raccontare memoria, storia e responsabilità

L’iniziativa si è articolata in tre fasi distinte. Il primo momento si è svolto all’interno della “Sala Palatucci” della Questura di Reggio Emilia, intitolata proprio al funzionario, dove i partecipanti hanno ascoltato l’intervento dello storico Massimo Storchi (ISTORECO). L’approfondimento ha ricostruito il contesto storico in cui Palatucci operò, evidenziando il valore delle sue scelte in un periodo segnato da leggi razziali, occupazione tedesca e repressione sistematica.

Il secondo momento ha avuto luogo nel parco Santa Maria, in via Caduti per Servizio, dove è stata deposta una corona commemorativa davanti alla stele posta ai piedi dell’albero piantato in memoria del Questore. Alla deposizione è seguito un momento di preghiera con la presenza del Vicario del Vescovo di Reggio Emilia, Monsignor Giovanni Rossi, e del Cappellano della Polizia di Stato.

La cerimonia si è conclusa con un passaggio musicale, realizzato con la collaborazione del Conservatorio Achille Peri – Claudio Merulo: un giovane musicista ha eseguito brani dalla colonna sonora di Schindler’s List e un pezzo della tradizione klezmer, evocando attraverso la musica la memoria della cultura ebraica e delle tragedie che l’hanno colpita.

La figura di Palatucci e la rete di salvezza costruita a Fiume

Il Questore di Reggio Emilia Carmine Soriente ha voluto sottolineare come l’esempio di Palatucci debba parlare soprattutto alle nuove generazioni. Palatucci fu assegnato nel 1937 alla Questura di Fiume come responsabile dell’Ufficio Stranieri e, pur avendo la qualifica di Commissario, dopo l’8 settembre 1943 divenne Questore reggente.

In quella posizione si trovò a contatto diretto con l’impatto delle leggi razziali sulla comunità ebraica e costruì una rete di aiuto che, secondo le ricostruzioni storiche, si tradusse in azioni concrete: alterazione di registri, informazioni per evitare arresti, consegna di documenti falsi e accompagnamento verso rifugi sicuri attraverso contatti fidati.

Arrestato il 13 settembre 1944 dai tedeschi, fu detenuto a Trieste e deportato a Dachau il 22 ottobre 1944 come internato politico. Morì poche settimane prima della fine del conflitto, probabilmente a causa del tifo, e venne sepolto in una fossa comune.

Il suo nome è stato riconosciuto ufficialmente in più sedi: nel 1990 è stato proclamato “Giusto fra le Nazioni”, nel 1995 gli è stata conferita la Medaglia d’Oro al Merito Civile e nel 2004 è stato dichiarato Servo di Dio dalla Chiesa cattolica.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.