Reggio Emilia, fototrappole contro l’abbandono dei rifiuti: 647 verbali da luglio 2025
20/02/2026
Il contrasto all’abbandono dei rifiuti a Reggio Emilia entra in una fase più strutturata e, soprattutto, misurabile. Dall’avvio del servizio con le fototrappole, attivato a luglio 2025 con le prime otto postazioni, il Comune ha redatto 647 verbali per abbandono illecito. Un dato che fotografa un fenomeno ancora diffuso, ma che segnala anche la capacità dell’amministrazione di individuare i responsabili e intervenire in modo puntuale, affiancando alla pulizia ordinaria un’azione di controllo e deterrenza.
L’operazione si inserisce in una strategia più ampia: incremento degli spazzamenti e rafforzamento della raccolta in alcune aree critiche, collaborazione con Iren e con la Polizia locale, utilizzo di strumenti elettronici per colpire comportamenti che generano degrado e rischi per l’igiene urbana.
Cosa viene abbandonato: ingombranti e rifiuti che si possono ritirare gratis
Tra le tipologie di rifiuti più frequentemente scaricate in strada compaiono sacchi neri o sacchetti di materiale misto, ma anche oggetti ingombranti come reti da letto, divani, sanitari e mobilio vario. Elementi che, sottolinea l’amministrazione, possono essere ritirati gratuitamente a domicilio per chi è intestatario di un’utenza Tari, segno che la scorciatoia dell’abbandono non nasce dall’assenza di alternative, ma da un comportamento che scarica sulla collettività costi e conseguenze.
Ai controlli delle fototrappole si affiancano le verifiche degli accertatori di Iren, con una media di 350 controlli al mese su tutto il territorio comunale, che portano a circa altre 50 sanzioni mensili.
Prandi: “Non possiamo accettare comportamenti scorretti. Verso una nuova gara”
L’assessore alla Cura della città Davide Prandi parla di “lotta di civiltà” e rivendica una linea ferma: “Non possiamo accettare comportamenti scorretti come l’abbandono di rifiuti che contribuiscono a creare degrado e arrecano un danno all’intera comunità”. L’obiettivo, dice, è una città più pulita e un servizio sempre più rispondente alle esigenze dei cittadini e alla sostenibilità ambientale, ricordando che conferire correttamente e avviare al riciclo è un dovere collettivo.
Nello stesso quadro, Prandi annuncia l’avanzamento del lavoro sulla futura gestione del servizio: entro febbraio si chiuderà la preparazione dei documenti necessari per avviare il percorso di gara, coerente con il quadro normativo e con le tempistiche di una procedura europea complessa.
Il 2026 resta l’orizzonte indicato per l’affidamento tramite gara pubblica, con un punto fermo: garantire continuità del servizio, tutela dei lavoratori, sostenibilità ambientale e qualità delle prestazioni, in un contesto in cui i costi per le famiglie aumentano anche per effetto delle spese energetiche e di smaltimento. Le tre direttrici dichiarate sono efficienza del servizio, rafforzamento della tariffa puntuale e controllo dei costi, con l’obiettivo di un servizio “moderno, equo e sostenibile”.
Dove sono le telecamere e cosa cambia nel 2026
I dati comunicati si riferiscono a otto punti della città, con installazioni in aree come quartiere stazione e Santa Croce, via Cecati, Campo di Marte, Tondo e Villaggio Foscato, per un totale di 32 telecamere attive. Le postazioni vengono ruotate anche sulla base delle segnalazioni dei cittadini, così da coprire progressivamente l’intero territorio comunale.
Nel 2026 è prevista un’ulteriore estensione del sistema: quattro fototrappole aggiuntive finanziate con fondi Atersir e altre quattro con risorse comunali.
Sanzioni e nuove norme: quadro più severo, anche penale
Sul versante delle sanzioni, il Comune segnala un buon livello di pagamento: nel 2025 la percentuale dei verbali saldati ha superato il 64%, con pratiche di recupero in corso per la quota restante. Per il 2026 risulta già pagato il 90% dei 175 verbali elevati.
Le multe per abbandono vanno da 200 a 400 euro, con denuncia penale nei casi che riguardano sostanze pericolose. Il quadro sanzionatorio è stato inoltre irrigidito dal recente decreto legge sulle “Disposizioni urgenti per il contrasto alle attività illecite in materia di rifiuti”. Se l’abbandono avviene da un’automobile e la targa viene ripresa, può scattare la segnalazione alla Procura con un’ammenda tra 1.500 e 18.000 euro.
In presenza di condizioni aggravanti, come l’abbandono vicino a fiumi, aree protette o zone già inquinate, e con un pericolo concreto per persone o ambiente, è prevista anche la possibilità dell’arresto con pene che arrivano fino a diversi anni, con aggravamenti ulteriori per titolari di attività commerciali e per chi gestisce rifiuti edilizi.
Resta inoltre sanzionabile anche l’abbandono accanto a un centro di raccolta o a un’isola ecologica: il conferimento scorretto, anche a pochi metri dal punto giusto, continua a essere una violazione.
Le notifiche delle sanzioni possono arrivare anche in forma digitale tramite la piattaforma Send per chi è iscritto al servizio e per i titolari di PEC presenti negli elenchi nazionali.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to