Sanità Emilia-Romagna, via libera alle indennità per il Pronto Soccorso
29/03/2026
È stato approvato il piano di riparto regionale relativo alle indennità destinate al personale dei servizi di Pronto Soccorso in Emilia-Romagna. Un provvedimento che traduce in termini concreti gli impegni assunti nelle sedi di confronto, introducendo incrementi economici significativi per gli operatori impegnati quotidianamente in contesti ad alta complessità.
Aumenti mensili e riconoscimento degli arretrati
Il nuovo riparto prevede incrementi mensili che possono arrivare fino a 340 euro, con il riconoscimento degli arretrati a partire dal 2023. Una misura che interviene in modo diretto sulle condizioni economiche dei professionisti sanitari, con particolare attenzione al personale dei Pronto Soccorso, chiamato a operare in situazioni spesso caratterizzate da forte pressione organizzativa e carichi di lavoro elevati.
È inoltre prevista la possibilità di una ulteriore rivalutazione dell’indennità, che potrà raggiungere i 400 euro per il personale infermieristico, attraverso specifici accordi di contrattazione aziendale. Un passaggio che apre margini di adattamento alle esigenze dei singoli contesti organizzativi.
Il provvedimento si inserisce nel quadro dell’intesa siglata il 18 marzo e conferma l’applicazione del criterio del “miglior favore” previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro 2022-2024.
Un punto di partenza per nuove politiche di valorizzazione
Secondo quanto evidenziato dalla Cisl Fp Emilia-Romagna, si tratta di un risultato concreto che riconosce il valore del lavoro svolto nei Pronto Soccorso, ma rappresenta anche l’avvio di una nuova fase di confronto. L’obiettivo dichiarato è proseguire lungo un percorso di valorizzazione complessiva del personale sanitario, attraverso ulteriori intese e interventi mirati.
Tra le priorità, quella di rendere il lavoro nel servizio pubblico più attrattivo, intervenendo sulle condizioni economiche e organizzative e affrontando in modo strutturale fenomeni come il burnout. Il riconoscimento professionale e la sostenibilità dei carichi di lavoro restano elementi centrali per garantire la qualità dei servizi e la tenuta del sistema sanitario.
Il via libera al riparto segna dunque un passaggio rilevante, destinato ad avere effetti immediati sul personale, ma anche a orientare le future politiche regionali in materia di sanità e gestione delle risorse umane.