Scenari economici in Emilia-Romagna: le previsioni al 2027
03/02/2026
È disponibile la nuova edizione degli scenari previsionali regionali per l’Emilia-Romagna, che recepisce le stime aggiornate di Prometeia su andamento del PIL, consumi, investimenti e mercato del lavoro. Il quadro che emerge è quello di una crescita moderata ma diffusa, sostenuta soprattutto dalla domanda interna, con alcune fragilità ancora legate al commercio estero.
Nel 2025 il PIL reale regionale è atteso crescere del +0,6%, valore confermato rispetto alle previsioni di ottobre 2025 e sostanzialmente in linea con la media nazionale. Tra le principali regioni di confronto, solo la Lombardia registra una dinamica leggermente più intensa (+0,7%), mentre il Veneto si colloca al +0,5%; Toscana e Piemonte si attestano entrambe al +0,4%.
Domanda interna trainante, export ancora debole
La crescita del 2025 è sostenuta prevalentemente dalla domanda interna. Gli investimenti fissi lordi mostrano un incremento significativo (+3,3%), mentre i consumi finali interni avanzano dello +0,8%. Sul versante opposto, il commercio estero continua a rappresentare un fattore di debolezza: le esportazioni reali sono stimate in contrazione del -2,2%, confermando una fase complessa per i mercati internazionali di riferimento.
Per il 2026 lo scenario previsivo indica un lieve rafforzamento della crescita, con un PIL regionale atteso intorno al +0,8% (a fronte del +0,9% stimato nell’edizione di ottobre). Il dato risulta in linea con le principali regioni del Nord, con valori analoghi a quelli di Lombardia e Veneto. Anche in questo caso il contributo principale deriva dalla domanda interna: gli investimenti sono previsti in aumento del +2,1%, mentre i consumi crescono dello +0,6%. Le esportazioni di beni, dopo tre anni consecutivi di flessione, sono attese tornare in territorio positivo (+1,2%).
Mercato del lavoro solido, resta il nodo della produttività
Il mercato del lavoro regionale si conferma uno dei punti di forza. Nel 2025 il tasso di attività (15–64 anni) è stimato in crescita al 74,5%, mentre il tasso di occupazione dovrebbe aver raggiunto il 71,3%. Il tasso di disoccupazione resta su livelli contenuti (4,3%), delineando un quadro di sostanziale stabilità.
Accanto a questi risultati positivi, il rapporto segnala però una dinamica ancora debole della produttività del lavoro, elemento che rappresenta una criticità per la crescita di medio periodo. Nel biennio 2026–2027, le previsioni indicano comunque un ulteriore miglioramento degli indicatori quantitativi, pur in un contesto che richiede interventi mirati per rafforzare l’efficienza del sistema produttivo regionale.
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