Caricamento...

Reggio Emilia 365 Logo Reggio Emilia 365

Sciopero alla Dpc Hydraulics, Fiom denuncia tensioni e clima peggiorato

13/04/2026

Sciopero alla Dpc Hydraulics, Fiom denuncia tensioni e clima peggiorato

Due ore di sciopero alla Dpc Hydraulics, azienda del gruppo Dana, riportano al centro della discussione sindacale il tema del clima interno nei luoghi di lavoro e del modo in cui le difficoltà produttive vengono affrontate dalle imprese. A proclamare la mobilitazione è stata la Fiom Cgil, che in una nota descrive un progressivo peggioramento dei rapporti nei reparti e accusa la direzione aziendale di avere imboccato una strada sbagliata, fatta di pressioni, ascolto insufficiente e crescente ricorso a provvedimenti disciplinari.

Secondo il sindacato, il malessere si è consolidato negli ultimi mesi, in un contesto già segnato da assemblee e confronti con i lavoratori su questioni che toccano direttamente l’organizzazione del lavoro, l’applicazione del contratto nazionale e la gestione quotidiana delle attività in fabbrica. La protesta, dunque, non nasce da un episodio isolato, ma da una tensione che la rappresentanza sindacale definisce strutturale e ormai non più rinviabile.

La contestazione della Fiom tra disciplinari e produttività

Nella lettura proposta dalla Fiom, i problemi attuali affondano le radici in scelte organizzative stratificate nel tempo, nella carenza di investimenti in nuovi macchinari e in una gestione del processo produttivo che non avrebbe saputo correggere criticità già evidenti. Per questo il sindacato considera ingiustificato l’utilizzo di misure disciplinari nei confronti di lavoratrici e lavoratori accusati di errori ritenuti marginali o del mancato raggiungimento di obiettivi produttivi.

Il punto politico e sindacale è proprio questo: scaricare sulle persone le difficoltà dell’organizzazione, secondo la Fiom, non contribuisce a migliorare qualità ed efficienza, mentre rischia di produrre un effetto opposto, aggravando il clima nei reparti e alimentando un senso diffuso di mortificazione. La contestazione riguarda anche il metodo, perché il sindacato sostiene di avere segnalato da tempo il peggioramento della gestione del personale senza ricevere risposte adeguate.

Nel quadro delle criticità denunciate compaiono inoltre la mancata concessione di permessi retribuiti previsti dal contratto collettivo nazionale e l’assenza di chiarimenti sulla gestione della cassa integrazione, elementi che contribuiscono a rendere ancora più teso il confronto tra azienda e rappresentanze dei lavoratori.

Il rinnovo del contratto aziendale e la richiesta di un cambio di rotta

La giornata di sciopero si inserisce anche in una fase di rilancio della piattaforma per il rinnovo del contratto aziendale, che per la Fiom dovrebbe aprire una discussione più ampia sull’idea stessa di organizzazione del lavoro dentro lo stabilimento. Tra i temi indicati compaiono la riduzione dell’orario a parità di salario, lo smart working dove possibile, la flessibilità dell’orario, una maggiore trasparenza sugli inquadramenti e una revisione di tempi e metodi in produzione.

Si tratta di proposte che delineano una richiesta precisa: riportare il confronto su un terreno di partecipazione e riconoscimento delle competenze, invece che su quello del richiamo disciplinare. Per il sindacato, il miglioramento della produttività passa da investimenti sulle persone e sulle tecnologie, non da una gestione percepita come punitiva.

La vertenza alla Dpc Hydraulics riapre così una questione che riguarda molte realtà industriali: il rapporto tra obiettivi aziendali, qualità del lavoro e dignità professionale. Quando la distanza tra direzione e reparti cresce, il rischio è che ogni passaggio, anche il più ordinario, diventi terreno di scontro. Ed è proprio su questo equilibrio, oggi, che si misura la portata del conflitto aperto nello stabilimento del gruppo Dana.

Andrea Bianchi Avatar
Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.