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Sicurezza urbana, la Regione raddoppia le risorse: oltre 5 milioni nel 2026.

23/01/2026

Sicurezza urbana, la Regione raddoppia le risorse: oltre 5 milioni nel 2026.

Bologna – La Regione Emilia-Romagna rafforza il proprio impegno sulla sicurezza urbana e sulla prevenzione della criminalità: dopo i 2,5 milioni di euro stanziati nel 2025 per finanziare 20 accordi di programma con Comuni e Unioni, le risorse più che raddoppiano nel 2026, superando i 5 milioni di euro. Entro febbraio partiranno le negoziazioni con i territori, con l’obiettivo di rendere operativi i progetti entro la fine dell’estate.

Gli interventi sostengono una strategia di prevenzione integrata costruita insieme agli enti locali e orientata a rendere le città più vivibili: rigenerazione urbana, potenziamento della videosorveglianza e mediazione sociale e culturale sono le leve principali. Una scelta che la Regione motiva anche alla luce dei dati 2023 dell’Osservatorio sui conti pubblici dell’Università Cattolica di Milano: l’Emilia-Romagna risulta tra le ultime per dotazione di forze dell’ordine, con 235 agenti di Polizia di Stato e Carabinieri ogni 100mila abitanti, e presenta uno dei rapporti più critici tra forze di polizia e criminalità (0,13).

Un patto istituzionale per la sicurezza

Per il presidente Michele de Pascale, la sicurezza è una priorità segnalata con insistenza dai cittadini e richiede una risposta coordinata tra livelli di governo. Da qui la decisione di incrementare in modo significativo i fondi regionali e di chiedere un confronto istituzionale più ampio. De Pascale ha inviato una lettera alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al ministro dell’Interno e ai presidenti di Regione per sollecitare un maggiore coinvolgimento delle Regioni nelle politiche di sicurezza urbana e integrata.

La proposta non mette in discussione la regia statale, ma mira a valorizzare il ruolo dei territori nel governo quotidiano dei fenomeni che incidono sulla qualità della vita. Secondo il presidente, i fatti di cronaca recenti rendono evidente l’urgenza di superare le contrapposizioni politiche e di costruire un patto istituzionale fondato su coordinamento, responsabilità condivise e interventi mirati.

Dal finanziamento ai risultati attesi

Con l’avvio delle negoziazioni entro febbraio e l’attuazione prevista entro l’estate, la Regione punta a rendere misurabili gli effetti degli investimenti: spazi pubblici più curati, sistemi di controllo più efficaci, presidi di prossimità e reti sociali capaci di prevenire conflitti e degrado. L’aumento delle risorse nel 2026 è presentato come un segnale politico e operativo: più strumenti ai Comuni, più collaborazione interistituzionale, maggiore attenzione alla sicurezza come bene pubblico.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.