Traversara, ordinanza 56: quasi 3 milioni per bonifiche, demolizioni e nuovo assetto urbano
21/01/2026
Per Traversara di Bagnacavallo, la frazione del Ravennate più colpita dall’alluvione del settembre 2024, arriva un passaggio atteso da mesi: è stata pubblicata l’ordinanza n. 56 della struttura commissariale, condivisa con la Regione Emilia-Romagna, che definisce un percorso in due tempi. Prima la messa in sicurezza della zona rossa, poi una fase di ricostruzione pubblica e privata orientata a riportare servizi, viabilità e vita quotidiana su binari stabili.
Il provvedimento nasce dal lavoro di una commissione voluta dal commissario alla ricostruzione Fabrizio Curcio e dalla Regione: in due mesi sono stati svolti sette incontri, con sopralluogo, per arrivare a un impianto operativo. L’elemento più innovativo è il metodo: per la prima volta si sperimenta una regia unica che integra interventi pubblici e privati, con il Comune come coordinatore delle attività.
Tre pilastri e un obiettivo: ridurre il rischio e rimettere in moto il paese
La dotazione complessiva sfiora i 3 milioni di euro e si articola su tre linee di intervento. La prima riguarda la bonifica ambientale delle aree esterne alla zona rossa: con 725mila euro si prevede la rimozione di vegetazione infestante, materiali e rifiuti generati dagli eventi alluvionali, per restituire salubrità e decoro a spazi oggi compromessi.
Il secondo pilastro è il cantiere unico per le demolizioni, finanziato con 660mila euro. L’obiettivo è eliminare condizioni di pericolo legate alle infrastrutture più colpite e consentire anche ai privati di aderire: gli edifici non recuperabili potranno essere demoliti a cura del Comune all’interno del cantiere unico, mentre i proprietari potranno poi presentare l’istanza di contributo per la ricostruzione.
Il terzo capitolo, il più strutturale, riguarda il riassetto urbanistico e la ricostruzione pubblica. Con 1,4 milioni di euro si punta a riprogettare il tessuto urbano di Traversara, realizzando una nuova viabilità interna e ripristinando infrastrutture e servizi danneggiati. Il piano dovrà essere adottato entro il 31 marzo 2026 e verrà considerato “prioritario” dalla Regione. Il filo conduttore è chiaro: ogni scelta dovrà essere orientata alla riduzione del rischio idraulico e idrogeologico dell’area.
Le istituzioni: “Certezze per la comunità” e responsabilità più chiare
Il presidente regionale Michele de Pascale parla di un percorso che finalmente “dà certezze” alla comunità e ringrazia Curcio per aver sbloccato una situazione diventata, nelle parole del governatore, “inaccettabile”. Curcio sottolinea invece il metodo e l’impatto concreto dell’ordinanza: confronto con la comunità, risposte per chi ha richiesto la delocalizzazione nelle aree individuate dalla normativa, e una ripartizione delle responsabilità tra livelli istituzionali mantenendo un coordinamento unitario.
Anche la sottosegretaria con delega alla Protezione civile Manuela Rontini collega il provvedimento ai cantieri già in corso sul Lamone: circa 15 milioni di euro sono stati stanziati per rinforzare e rinnovare gli argini, in sinergia con la struttura commissariale, mentre prosegue il confronto con i territori colpiti per assumere decisioni basate anche sull’ascolto.
Sul fronte tecnico, resta centrale la messa in sicurezza del Lamone: sono in corso interventi di rinforzo dell’argine sinistro con palancole, con una prima tranche da 7,5 milioni e una seconda di pari entità, oltre a opere di somma urgenza già finanziate o in fase di conclusione lungo diversi tratti del corso d’acqua tra Ravenna, Russi e Bagnacavallo.
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