Emilia-Romagna, il Cnel cita il modello per attrarre talenti
24/09/2026
L’Emilia-Romagna viene indicata dal Cnel tra le esperienze di riferimento in Italia nelle politiche territoriali dedicate all’attrazione e alla permanenza di giovani con competenze elevate. Nel rapporto “Giovani expat: Come farli tornare”, elaborato attraverso un’indagine che ha coinvolto oltre 2.500 italiani all’estero tra i 18 e i 34 anni, particolare attenzione viene riservata alla strategia regionale e al programma it-ER – International Talents Emilia-Romagna, coordinato da Art-ER per mettere in relazione opportunità professionali, formazione, ricerca e servizi destinati a chi valuta di trasferirsi sul territorio.
Dal Cnel attenzione al programma it-ER
Il rapporto descrive l’esperienza emiliano-romagnola come pionieristica per l’ampiezza degli strumenti messi in campo. La strategia nasce in un contesto caratterizzato da un saldo demografico naturale negativo, dall’invecchiamento della popolazione e dalla richiesta di professionalità qualificate necessarie a sostenere gli investimenti produttivi e tecnologici.
In questo scenario, l’Emilia-Romagna registra al tempo stesso un saldo migratorio positivo, alimentato anche dall’arrivo di giovani provenienti da altre regioni italiane. Il programma it-ER, avviato da Art-ER nel 2019, opera attraverso la collaborazione tra istituzioni pubbliche, università, sistema della formazione e altri soggetti territoriali.
Il modello prevede un accesso unitario alle informazioni e utilizza l’analisi dei dati sui flussi migratori per orientare servizi e iniziative. I destinatari comprendono italiani rientrati dall’estero, giovani provenienti da altre aree del Paese, ricercatori e professionisti internazionali interessati a studiare, lavorare o sviluppare la propria carriera in Emilia-Romagna.
Italia, saldo negativo di 441mila giovani tra il 2011 e il 2024
L’indagine del Cnel fotografa parallelamente le dimensioni dell’emigrazione giovanile italiana. Tra il 2011 e il 2024, al netto dei rientri, l’Italia ha registrato un saldo negativo di 441mila persone tra i 18 e i 34 anni. Nel solo 2024 il dato ha superato le 61mila unità.
Il profilo dei partecipanti al questionario mostra un livello di istruzione particolarmente elevato: il 93% possiede almeno una laurea. Nel dettaglio, il 45% dichiara una laurea magistrale, il 22% un master, il 14% una laurea triennale e il 12% un dottorato.
Un altro elemento riguarda il momento della partenza: il 58% degli intervistati ha lasciato l’Italia subito dopo gli studi, senza aver maturato in precedenza un’esperienza professionale nel Paese. L’87% dei rispondenti vive attualmente in Europa, con il 60% nell’Unione europea e il 27% in Paesi europei esterni all’Ue; l’8,5% risiede invece in Nord America.
Lavoro, welfare e servizi al centro della strategia regionale
La politica dell’Emilia-Romagna per l’attrazione delle competenze si basa sulla legge regionale dedicata all’attrazione, permanenza e valorizzazione dei talenti ad elevata specializzazione e su strumenti operativi rivolti a studenti, ricercatori, professionisti e famiglie.
Il Cnel evidenzia in particolare un’impostazione che va oltre il ricorso agli incentivi economici e fiscali. Tra gli elementi presi in considerazione figurano la qualità delle opportunità professionali, i servizi di welfare, il supporto ai nuclei familiari, la valorizzazione del merito e le condizioni complessive offerte dal territorio.
Il presidente della Regione Michele de Pascale e il vicepresidente Vincenzo Colla hanno indicato l’attrazione dei talenti come una scelta strutturale della programmazione regionale, sottolineando l’intenzione di proseguire con strumenti e bandi dedicati. La strategia punta sia a favorire eventuali rientri dall’estero sia ad attirare competenze provenienti da altre regioni e da altri Paesi.
Un portale unico per chi vuole studiare e lavorare in Emilia-Romagna
Tra gli strumenti operativi figura il portale di International Talents Emilia-Romagna, attraverso il quale vengono raccolte informazioni relative a studio, ricerca, opportunità professionali e trasferimento sul territorio. L’impostazione mira a facilitare l’accesso ai servizi e a ridurre la frammentazione delle informazioni per chi prende in considerazione un percorso formativo o lavorativo nella regione.
Il riconoscimento contenuto nel rapporto Cnel inserisce quindi l’esperienza emiliano-romagnola all’interno del confronto nazionale sulle misure necessarie per affrontare la mobilità delle giovani competenze. I dati dell’indagine mostrano infatti un fenomeno che riguarda soprattutto persone con elevata formazione e pongono al centro del dibattito la capacità dei territori di offrire condizioni professionali, servizi e prospettive sufficienti ad attrarre e trattenere lavoratori qualificati.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to