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Chernobyl, l'Emilia-Romagna ha accolto oltre 20mila minori

28/04/2026

Chernobyl, l'Emilia-Romagna ha accolto oltre 20mila minori

Oltre 20mila bambine, bambini e ragazzi provenienti dalle aree contaminate dal disastro di Chernobyl sono stati accolti in Emilia-Romagna in quarant’anni di progetti solidali, percorsi terapeutici e iniziative di cooperazione internazionale costruite da associazioni, famiglie, enti locali, istituzioni e servizio sanitario regionale.

A Bologna il bilancio di una rete nata dopo il disastro

La notte tra il 25 e il 26 aprile 1986 l’esplosione del reattore numero 4 della centrale nucleare di Chernobyl segnò una frattura profonda nella storia europea e mondiale. Le conseguenze colpirono in modo particolare la Bielorussia e altre aree esposte alla contaminazione, con effetti sanitari e sociali destinati a pesare a lungo sulle comunità e sulle generazioni più giovani.

A Bologna, il convegno “Accoglienza dei bambini di Chernobyl: 40 anni di solidarietà” ha ricostruito il percorso nato in Emilia-Romagna per rispondere a quella tragedia. L’iniziativa è stata organizzata dal delegato per la Presidenza della Regione su cooperazione e immigrazione, Luca Rizzo Nervo, aperta dal presidente Michele de Pascale e chiusa dal presidente dell’Assemblea legislativa, Maurizio Fabbri.

All’incontro hanno partecipato rappresentanti della rete solidale regionale, operatori sanitari, enti locali, famiglie e giovani che, nel corso degli anni, hanno vissuto direttamente i programmi di ospitalità. Il bilancio restituisce una mobilitazione ampia, capace di trasformare l’emergenza in un lavoro continuativo di cura, relazione e sostegno.

De Pascale: memoria trasformata in responsabilità

Il presidente Michele de Pascale ha definito l’accoglienza dei bambini di Chernobyl un’esperienza profondamente legata alla tradizione dell’Emilia-Romagna. Ha richiamato la risposta delle comunità locali, capaci di sentire vicina una tragedia avvenuta lontano e di trasformare quella vicinanza in ospitalità concreta.

De Pascale ha sottolineato anche il ruolo del servizio sanitario regionale, che seppe mettere a disposizione competenze, professionalità e umanità nei percorsi di accoglienza terapeutica. Molti di quei bambini, ha ricordato, sono oggi adulti e portano con sé la testimonianza viva di una solidarietà che ha attraversato famiglie, territori e istituzioni.

Il presidente dell’Assemblea legislativa, Maurizio Fabbri, ha evidenziato come il disastro abbia rappresentato un punto di svolta, ricordando la necessità di custodire il rapporto tra tecnologia, ambiente e vita. Ha poi espresso orgoglio per il contributo dato dall’Emilia-Romagna ai minori di Chernobyl e alle loro famiglie.

Sanità, cooperazione e progetti nei territori colpiti

L’intervento regionale si è sviluppato su due piani principali: l’ospitalità temporanea dei minori provenienti dalle zone contaminate, con percorsi di detossificazione e prestazioni garantite dalla sanità pubblica, e i progetti realizzati direttamente nei territori d’origine, soprattutto in Bielorussia.

Dal 2002, con l’attivazione dei Tavoli Paese Bielorussia e Ucraina, la Regione ha inserito questi territori tra le priorità della cooperazione internazionale e dell’aiuto umanitario. Gli interventi hanno riguardato il rafforzamento dei servizi sanitari, il sostegno alla disabilità, la diffusione delle case famiglia, la deistituzionalizzazione dei minori e lo sviluppo locale nelle aree rurali.

La rete ha coinvolto aziende sanitarie, personale medico e sociosanitario, scuole, università, organizzazioni di volontariato, ong, pubbliche assistenze e istituzioni locali. Nel tempo sono nati partenariati stabili con ospedali, istituti, università e associazioni dei territori interessati, con progetti presi progressivamente in carico anche dalle realtà locali.

Nel 2019 è stato approvato il progetto strategico “General health”, dedicato al rafforzamento del sistema sanitario della Repubblica di Belarus, in particolare nell’oncologia infantile e femminile. Un percorso di formazione e trasferimento di competenze che conferma il carattere duraturo di una solidarietà nata dall’accoglienza e diventata cooperazione strutturata.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.