Cobo Cadelbosco, sciopero FIOM per contratto integrativo
02/07/2026
Alla Cobo Spa di Cadelbosco Sopra, nel Reggiano, la mobilitazione sindacale prosegue anche con temperature vicine ai 40 gradi. Lavoratrici e lavoratori hanno effettuato altre otto ore di astensione, divise tra lunedì e martedì, per sollecitare la riapertura del confronto sul contratto integrativo aziendale. La protesta, promossa dalla FIOM di Reggio Emilia, arriva dopo circa un mese di silenzio da parte dell’azienda.
Sciopero a scacchiera tra reparti e uffici
La modalità scelta è stata quella dello sciopero a scacchiera: mezz’ora di lavoro e mezz’ora di astensione, a ripetizione. Una forma di protesta pensata per mantenere alta la pressione senza bloccare in modo totale l’attività produttiva, ma con un messaggio chiaro rivolto alla direzione aziendale.
Secondo la FIOM provinciale, l’adesione resta alta nei reparti produttivi e negli uffici. Durante le fermate, i dipendenti si sono alternati all’esterno dei reparti e davanti ai cancelli dello stabilimento, con bottigliette d’acqua e striscioni. Tra i messaggi esposti, frasi come “la dignità non va in ferie” e “contratto sì, ricatto no”, diventate il simbolo della vertenza.
Il sindacato parla di una pazienza ormai al limite e avverte che, in assenza di una convocazione, la mobilitazione potrà proseguire con nuove iniziative. L’obiettivo dichiarato resta la riapertura del tavolo negoziale e la definizione di un accordo integrativo ritenuto adeguato dai lavoratori.
La richiesta della FIOM: riaprire subito il tavolo
Alessandro Malagoli, della FIOM di Reggio Emilia, ha ribadito che la richiesta è immediata: tornare a discutere. Per il sindacato, uscire ogni mezz’ora dai reparti con il caldo intenso rappresenta un sacrificio concreto, ma restare senza risposte avrebbe un costo ancora maggiore sul piano della dignità e delle relazioni industriali.
La FIOM chiede un confronto urgente, trasparente e orientato a soluzioni praticabili. Le ultime otto ore di astensione vengono indicate come un ulteriore segnale, non come una chiusura del percorso. Il sindacato si dice disponibile a tornare al tavolo anche subito, ma con la determinazione di affrontare il tema dei diritti e delle condizioni contrattuali attraverso una trattativa reale.
Uno stabilimento con quasi 300 dipendenti
La Cobo di Cadelbosco Sopra occupa quasi 300 dipendenti ed è parte del Gruppo Cobo di Leno, in provincia di Brescia. Lo stabilimento reggiano progetta, sviluppa, produce e commercializza componenti destinati ai principali produttori mondiali di trattori, oltre a forniture per il settore automotive e motociclistico, tra cui Ducati Motori.
Proprio il peso produttivo del sito rende la vertenza particolarmente rilevante per il territorio. Le rappresentanze sindacali reggiane sostengono che il confronto sul contratto integrativo non possa restare sospeso e chiedono all’azienda di assumere una posizione chiara. In assenza di una convocazione nei prossimi giorni, la FIOM annuncia la prosecuzione della mobilitazione, con l’intenzione di arrivare a un accordo che riconosca il valore del lavoro svolto nello stabilimento.
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