Reggio Emilia candidata Capitale europea Volontariato 2028
02/07/2026
Reggio Emilia ha portato a Bruxelles la propria candidatura a Capitale europea del Volontariato 2028, entrando nella fase ufficiale del percorso che la vede in gara con Lleida, Odder e Plzeň. La città si presenta davanti all’Europa con una rete civica costruita nel tempo: 400 organizzazioni del terzo settore, 27.000 volontari, 1.800 volontari civici, oltre 500 volontari del verde, 9 Consulte civiche e circa 60 Gruppi di Controllo di Comunità.
Una candidatura costruita con associazioni e cittadini
Il progetto è sostenuto da Comune di Reggio Emilia, Regione Emilia-Romagna, CSV Emilia e Fondazione E35. L’obiettivo è valorizzare un modello territoriale fondato sulla collaborazione tra istituzioni, associazionismo, cittadinanza attiva, welfare di prossimità e coesione sociale. La candidatura nasce da un percorso di ascolto avviato tra febbraio e maggio 2026, durante il quale sono state coinvolte oltre 400 organizzazioni.
Il dossier presentato a Bruxelles mette al centro una tradizione di solidarietà che attraversa quasi due secoli di storia locale e che oggi trova espressione in ambiti molto diversi: assistenza, cura degli spazi pubblici, tutela dell’ambiente, educazione, cultura, protezione sociale e controllo di comunità. La forza della candidatura risiede nella capacità di tenere insieme esperienze strutturate e partecipazione diffusa, con un ruolo attivo dei quartieri e delle reti territoriali.
Le prossime tappe verso il verdetto europeo
Le città candidate presenteranno i propri progetti alla giuria del Centro europeo per il volontariato il 15 ottobre 2026. La proclamazione della città vincitrice è prevista per il 1 dicembre 2026. Il titolo premia le amministrazioni che investono nel sostegno al volontariato secondo la strategia europea 2030, riconoscendo politiche capaci di rafforzare partecipazione, inclusione e responsabilità civica.
Gli assessori Davide Prandi e Alessio Mammi hanno sottolineato il carattere comunitario della candidatura, che non riguarda soltanto le istituzioni ma l’intero sistema locale: associazioni, volontari, cittadini, enti e realtà del territorio. Per la Regione Emilia-Romagna, il volontariato rappresenta una risorsa strategica. Nel territorio regionale operano 27.000 organizzazioni non profit, quasi 246.000 volontari e oltre 72.000 lavoratori. Tra il 2018 e il 2024 sono stati destinati 10 milioni di euro a 564 progetti.
Gli obiettivi fissati entro il 2028
La candidatura guarda anche al futuro. Entro il 2028 Reggio Emilia punta a rafforzare le infrastrutture permanenti dedicate al volontariato, coinvolgere 5.000 nuovi volontari e certificare oltre 500.000 ore di attività. Numeri che definiscono una strategia precisa: consolidare ciò che già esiste, rendere più accessibile la partecipazione e dare riconoscimento concreto al tempo donato dai cittadini alla comunità.
Il percorso avviato con la candidatura europea diventa quindi anche uno strumento di programmazione locale. La città intende usare questa occasione per dare maggiore continuità alle reti associative, facilitare l’incontro tra bisogni sociali e disponibilità civiche, rafforzare la collaborazione tra pubblico e terzo settore e rendere il volontariato una componente stabile delle politiche urbane.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to