Emilia-Romagna, 170mila euro contro le piante invasive
23/06/2026
La Regione Emilia-Romagna finanzia con 170mila euro nuovi interventi per contrastare la diffusione di specie vegetali esotiche invasive nei corsi d’acqua, con azioni mirate nei territori di Reggiolo, nel Reggiano, e Codigoro, nel Ferrarese. Le risorse arrivano dal Fondo ministeriale per il controllo delle specie esotiche invasive e sosterranno il Programma regionale 2026 affidato ai Consorzi di Bonifica Terre dei Gonzaga in Destra Po e Pianura di Ferrara.
Interventi nei corsi d’acqua di Reggiolo e Codigoro
Il programma punta a proteggere gli ecosistemi acquatici regionali da organismi capaci di diffondersi rapidamente fuori dal proprio areale naturale, alterando gli equilibri ambientali e creando problemi anche nella gestione idraulica dei canali. Le specie interessate sono inserite nell’elenco europeo delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale, categoria che comprende piante e animali considerati una minaccia per la biodiversità.
A Reggiolo il Consorzio di Bonifica Terre dei Gonzaga in Destra Po interverrà sulla Ludwigia grandiflora, pianta acquatica perenne originaria del Sud America. La specie tende a colonizzare rive e canali formando popolamenti estesi, capaci di ridurre la presenza delle specie locali e ostacolare il regolare deflusso delle acque. Per questa attività è previsto un finanziamento di 100mila euro.
A Codigoro, invece, il Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara sarà impegnato nel contrasto di due specie: la Pontederia crassipes, conosciuta come giacinto d’acqua, e il Myriophyllum aquaticum. Il primo forma tappeti vegetali galleggianti che limitano luce e ossigenazione dell’acqua; il secondo, sommerso e semi-emergente, si propaga con rapidità e può modificare le comunità vegetali e animali presenti. Per gli interventi nel Ferrarese sono stati stanziati 70mila euro.
Eradicazione, monitoraggio e prevenzione delle ricolonizzazioni
Le attività finanziate comprenderanno operazioni di rimozione ed eradicazione delle piante invasive, accompagnate da monitoraggi successivi e da una gestione continuativa delle aree trattate. L’obiettivo è evitare nuovi insediamenti e ridurre il rischio di ricolonizzazione, problema frequente nei corsi d’acqua dove frammenti vegetali e condizioni favorevoli possono favorire una nuova espansione delle specie.
L’assessora regionale a Parchi, Forestazione, Tutela e valorizzazione della biodiversità, Gessica Allegni, ha richiamato la necessità di interventi tempestivi e mirati. Secondo la Regione, la collaborazione con i Consorzi di bonifica consente di agire direttamente sui corpi idrici più esposti, tutelando la funzionalità ecologica dei corsi d’acqua e il patrimonio naturale dei territori interessati.
Biodiversità e sicurezza ambientale al centro del programma
La diffusione delle specie invasive può incidere sulla qualità degli habitat, sulla ricchezza biologica e sui servizi ecosistemici legati agli ambienti acquatici. Nei canali e nei corsi d’acqua, la crescita incontrollata di alcune piante può ridurre l’ossigenazione, limitare lo spazio disponibile per le specie autoctone e complicare la gestione ordinaria delle acque.
Il Programma regionale 2026 si inserisce quindi negli obiettivi regionali, nazionali ed europei di contrasto alle specie esotiche invasive. La Regione punta a conservare la biodiversità, mantenere la funzionalità ecologica dei corpi idrici e rafforzare la prevenzione, intervenendo prima che la presenza delle specie alloctone diventi più difficile da contenere.
Articolo Precedente
Realco, nuova asta e allarme lavoro a Reggio Emilia
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.