Realco, nuova asta e allarme lavoro a Reggio Emilia
23/06/2026
La crisi di Realco entra in una fase decisiva dopo il tavolo di salvaguardia promosso dalla Regione Emilia-Romagna e riunito il 17 giugno. La procedura, secondo quanto emerso dal confronto istituzionale, prevede una nuova asta al ribasso che sarà bandita dal Tribunale e dovrà concludersi entro un mese. L’obiettivo è favorire la cessione del maggior numero possibile di punti vendita, offrendo una prospettiva occupazionale alle lavoratrici e ai lavoratori della rete commerciale.
Sede e logistica restano i nodi più difficili
La situazione più delicata riguarda il territorio reggiano, dove si trovano gli uffici storici del gruppo e il polo logistico. Se per i punti vendita la nuova asta potrebbe aprire margini di continuità, per la sede di via Pertini il quadro resta molto più incerto.
L’immobile sarebbe infatti oggetto di interesse da parte di operatori della logistica, ma gli interessamenti finora manifestati non prevederebbero il riassorbimento degli attuali occupati. A rischiare maggiormente sono quindi gli impiegati e i magazzinieri di Realco e Flexilog, per i quali i sindacati chiedono percorsi concreti e tempestivi di ricollocazione.
CGIL, FILCAMS e FILT parlano di una crisi dagli effetti potenzialmente pesanti per Reggio Emilia, anche perché sarebbe ormai tramontata l’ipotesi di un acquirente in grado di rilevare in blocco quanto rimasto dopo la prima asta. Per le organizzazioni sindacali, i lavoratori della sede e della distribuzione logistica rischiano di restare senza una prospettiva definita proprio nella fase più delicata della procedura.
Chiesto un tavolo dedicato per formazione e ricollocazione
Durante il confronto regionale, le organizzazioni sindacali hanno sollecitato l’istituzione urgente di un tavolo specifico, finalizzato ad ampliare le opportunità di formazione e a costruire canali di ricollocazione per il personale eventualmente in esubero al termine della seconda procedura di vendita.
L’assessore regionale Vincenzo Colla Paglia ha accolto favorevolmente la richiesta, proponendo l’avvio di un vero e proprio “tavolo nel tavolo”, con il coinvolgimento di sindacati, istituzioni e soggetti della grande distribuzione. La finalità è aprire da subito un confronto operativo per individuare possibilità occupazionali concrete, senza attendere la conclusione della procedura giudiziaria.
La proposta è stata accolta positivamente da CGIL e dalle categorie FILCAMS e FILT, che la considerano un metodo di lavoro utile, purché accompagnato da responsabilità e impegni reali da parte di tutti gli attori coinvolti.
I sindacati: nessun lavoratore sia lasciato indietro
Per le sigle sindacali, la priorità resta evitare che le conseguenze della crisi ricadano su lavoratrici e lavoratori che non hanno responsabilità nella situazione aziendale. Il passaggio della nuova asta dovrà quindi essere accompagnato da strumenti di tutela, percorsi formativi, confronto con le imprese del settore e una regia istituzionale capace di intervenire prima che gli esuberi diventino definitivi.
CGIL, FILCAMS e FILT chiedono che associazioni datoriali, istituzioni del territorio e grande distribuzione facciano la propria parte. Il messaggio dei sindacati è netto: non bisogna lasciare nulla di intentato per garantire continuità occupazionale o nuove opportunità professionali al personale coinvolto dalla crisi Realco.
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