Emilia Wine, i giovani viticoltori chiedono un patto per il vino
26/06/2026
I giovani viticoltori di Emilia Wine chiedono un “Patto per il vino” per affrontare la perdita di redditività delle imprese, l’aumento dei costi di produzione, il calo dei consumi e le difficoltà nel reperire manodopera. La proposta è emersa durante il confronto promosso dalla realtà cooperativa con l’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi, il responsabile dell’area agroalimentare di Confcooperative Emilia-Romagna Paolo Bono e il presidente di Emilia Wine Davide Frascari.
Costi in aumento e consumi in forte riduzione
L’incontro ha messo al centro le difficoltà di un comparto che vive una fase particolarmente complessa. A rappresentare il punto di vista dei giovani soci sono stati Andrea Zaldini, coordinatore del gruppo giovani di Emilia Wine, insieme ai viticoltori Matteo Barbieri, Matteo Messori e Yuri Zanotti.
Nel confronto sono state richiamate le principali criticità che pesano sulle aziende: l’aumento dei costi nei vigneti, la carenza di manodopera, l’invecchiamento degli impianti e degli operatori, la contrazione dei consumi e quotazioni delle uve che, in diversi casi, non riescono più a coprire i costi di produzione.
Il tema della redditività è stato indicato come il nodo più urgente. Fertilizzanti, carburanti, attrezzature e lavoro incidono sui bilanci aziendali, mentre i consumi di vino, in poco più di trent’anni, sono passati da circa 120 a 20 litri pro capite all’anno. Una trasformazione profonda del mercato che rende più difficile mantenere equilibrio economico e continuità produttiva.
Lambruschi e Ancellotta sotto pressione
Tra le produzioni più penalizzate figurano l’Ancellotta e i diversi Lambruschi, mentre la Spergola mostra risultati migliori grazie alla valorizzazione del legame con il territorio e alle modifiche introdotte nei disciplinari di produzione.
Da questa analisi nasce la richiesta di costruire una strategia condivisa tra produttori, cantine e istituzioni. Il “Patto per il vino” proposto dai giovani viticoltori punta a mettere insieme misure operative, programmazione e scelte di filiera capaci di restituire prospettive alle imprese agricole.
Tra le proposte avanzate rientrano la sospensione delle nuove autorizzazioni all’impianto dei vigneti in un mercato ritenuto già saturo, una maggiore valorizzazione del rapporto tra produzioni e territori e la revisione di alcuni disciplinari, compreso quello dell’aceto balsamico, per incentivare l’utilizzo di mosti locali.
Mammi: filiera strategica per l’agroalimentare emiliano
L’assessore Mammi ha definito il vino un asset fondamentale per l’agroalimentare emiliano, richiamando il ruolo dei giovani nel garantire continuità a una filiera che significa tradizione, lavoro e reddito per migliaia di imprese. La Regione Emilia-Romagna ha confermato l’impegno a sostenere il comparto e i percorsi di riorganizzazione della filiera.
Paolo Bono ha invece sottolineato il peso della cooperazione nel sistema vitivinicolo regionale. In Emilia-Romagna, ha ricordato, la cooperazione rappresenta circa il 90% della trasformazione vitivinicola, con un ruolo decisivo nel mettere insieme persone, competenze e risorse.
Per Confcooperative, la mutualità resta uno strumento essenziale, ma deve procedere insieme all’efficienza d’impresa. La sfida indicata durante l’incontro è costruire un modello capace di sostenere i produttori, tutelare il valore delle uve e rafforzare la capacità competitiva delle cantine in un mercato profondamente cambiato.
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