Pac 2028-2034, ok UE agli emendamenti dell’Emilia-Romagna
03/07/2026
Il Comitato europeo delle Regioni ha approvato a Bruxelles gli emendamenti presentati dall’assessore regionale all’Agricoltura dell’Emilia-Romagna, Alessio Mammi, nell’ambito del parere sulla futura Politica agricola comune 2028-2034. Le proposte puntano a riconoscere il ruolo degli agricoltori di montagna nella cura del territorio, nella gestione delle acque e nella prevenzione del dissesto idrogeologico.
Agricoltura di montagna e servizi ecosistemici
Gli emendamenti approvati introducono tra le priorità della futura Pac il valore dei servizi ecosistemici garantiti dalle attività agricole e forestali nei territori montani e nelle aree soggette a vincoli naturali. Coltivare in quota, secondo l’impostazione sostenuta dalla Regione, significa anche presidiare versanti, mantenere vivi i territori interni, contribuire alla regimazione delle acque e ridurre i rischi legati all’abbandono.
Nel documento viene inserita anche una nuova priorità dedicata alla prevenzione dei rischi naturali e alla gestione delle risorse idriche. A questa si affianca la richiesta di strumenti di sostegno per le aziende agricole che, attraverso il proprio lavoro quotidiano, partecipano alla tutela ambientale e alla manutenzione del territorio.
Mammi: prevenzione e cura del territorio sono interesse collettivo
Per l’assessore Alessio Mammi, la riforma della Politica agricola comune rappresenta un passaggio decisivo per rafforzare il rapporto tra agricoltura, adattamento ai cambiamenti climatici e sicurezza del territorio. Le alluvioni che hanno colpito l’Emilia-Romagna e i fenomeni meteorologici estremi registrati in Italia e in Europa, ha spiegato, mostrano quanto la prevenzione debba diventare una priorità stabile delle politiche agricole.
La proposta regionale chiede che la nuova Pac riconosca risorse specifiche agli agricoltori impegnati nelle aree collinari e montane, dove la presenza delle aziende agricole può contribuire a contenere il dissesto idrogeologico. Per Mammi, sostenere queste attività significa anche creare le condizioni per mantenere lavoro, servizi e comunità nei territori più fragili.
L’Appennino al centro della strategia regionale
L’assessore ha richiamato il valore strategico dell’Appennino per l’Emilia-Romagna, sottolineando il legame diretto tra salute della montagna e sicurezza della pianura. Gestione dell’acqua, qualità ambientale, tutela dei versanti e sviluppo economico sono elementi collegati, che richiedono politiche pubbliche capaci di tenere insieme produzione agricola e presidio territoriale.
La Regione ha già orientato verso le aree montane e interne una quota rilevante delle risorse dello Sviluppo rurale 2023-2027, programma che dispone complessivamente di oltre un miliardo di euro. Secondo i dati indicati dall’assessorato, questi territori ricevono il 36% dei contributi concessi.
Tra gli strumenti già attivati figurano indennità compensative rafforzate, premi più elevati per il primo insediamento dei giovani agricoltori e misure dedicate al mantenimento delle attività agricole e zootecniche nelle zone più esposte allo spopolamento e alla fragilità ambientale.
Il via libera agli emendamenti in sede europea rafforza quindi la posizione dell’Emilia-Romagna nel confronto sulla nuova Pac: l’agricoltura di montagna non viene letta soltanto come attività produttiva, ma come presidio essenziale per l’equilibrio del territorio e la protezione delle comunità locali.
Articolo Precedente
Reggio Emilia, Cgil: “Sanità pubblica risposta al trauma Stipa”
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.