PMI, CNA chiede voucher e credito per i passaggi d’impresa
15/07/2026
Estendere incentivi, garanzie pubbliche e agevolazioni fiscali anche a chi rileva un’attività già esistente. È la richiesta avanzata dai Giovani Imprenditori CNA dopo la Raccomandazione approvata dalla Commissione europea il 22 giugno 2026 per facilitare il trasferimento delle piccole e medie imprese. Secondo l’associazione, il documento europeo riconosce finalmente la continuità aziendale come tema di competitività e politica industriale, superando l’idea che il passaggio d’impresa riguardi esclusivamente successioni familiari o questioni ereditarie.
Oltre l’80% degli imprenditori pensa alla continuità
La Raccomandazione europea individua diversi ostacoli che possono bloccare la cessione di un’attività: programmazione tardiva, difficoltà nell’accesso al credito, assenza di servizi specialistici e scarsa trasparenza nel mercato della compravendita aziendale. Problemi che trovano riscontro nell’indagine realizzata dai Giovani Imprenditori CNA.
Più dell’80% degli imprenditori coinvolti nella rilevazione dichiara di avere già affrontato il tema della continuità. La consapevolezza, tuttavia, non si traduce con facilità in un percorso organizzato. Molti titolari non dispongono degli strumenti necessari per valutare l’impresa, individuare potenziali acquirenti, predisporre la documentazione economica o costruire un piano di subentro sostenibile.
Il rischio è la chiusura di aziende sane, competitive e radicate nei territori, pur in assenza di problemi commerciali o finanziari. Con la cessazione dell’attività possono andare perduti posti di lavoro, competenze tecniche, relazioni con fornitori e clienti, capacità produttive e conoscenze maturate nel tempo.
La presidente nazionale dei Giovani Imprenditori CNA, Selene Re, ha evidenziato che chi acquisisce un’azienda compie una scelta imprenditoriale paragonabile all’avvio di una nuova attività. Il subentrante investe capitale, assume rischi e si impegna a sviluppare un patrimonio produttivo già presente sul mercato.
Un voucher per valutare le aziende in vendita
Tra le proposte presentate da CNA figura l’introduzione di un voucher per servizi di consulenza destinato agli imprenditori intenzionati a cedere la propria attività. Il contributo dovrebbe finanziare una valutazione indipendente dell’impresa, capace di ricostruire asset, situazione economica, solidità finanziaria, prospettive di crescita e valore complessivo.
Una relazione tecnica condivisa con i potenziali acquirenti permetterebbe di ridurre le asimmetrie informative che rallentano o interrompono molte trattative. Chi compra potrebbe esaminare dati più completi e affidabili, mentre chi vende avrebbe a disposizione una base documentata per definire condizioni e prezzo dell’operazione.
L’associazione propone inoltre percorsi specifici di educazione finanziaria per cedenti e acquirenti, valorizzando anche le esperienze sviluppate con istituzioni come Banca d’Italia. Le competenze richieste riguardano la lettura dei bilanci, la pianificazione degli investimenti, la gestione dell’indebitamento e la valutazione dei rischi collegati al passaggio di proprietà.
Garanzie e incentivi anche per chi rileva un’attività
Per i Giovani Imprenditori CNA, il trasferimento aziendale deve essere riconosciuto come un investimento produttivo. Le misure pubbliche oggi concentrate sulla nascita di nuove imprese dovrebbero quindi essere aperte anche a chi acquista un’attività esistente e realizza interventi per garantirne continuità, innovazione e sviluppo.
Tra gli strumenti indicati rientrano le misure per l’autoimpiego, ON – Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero, il Fondo di Garanzia per le PMI e la Nuova Sabatini. Un loro adeguamento potrebbe facilitare l’accesso al credito, sostenere l’acquisto di macchinari e tecnologie e ridurre il fabbisogno finanziario iniziale dei nuovi titolari.
CNA chiede anche l’apertura di un confronto sulla fiscalità applicata alle operazioni di cessione. Imposte e costi connessi al trasferimento possono ridurre la convenienza economica sia per il venditore sia per l’acquirente. Un regime dedicato potrebbe alleggerire tali oneri e favorire la conclusione delle operazioni che preservano occupazione e capacità produttiva.
Una rete tra istituzioni, banche, Confidi e associazioni
Il documento europeo richiama il ruolo degli ecosistemi territoriali nella costruzione di un mercato dei trasferimenti più accessibile. Secondo CNA, le amministrazioni pubbliche devono lavorare insieme alle associazioni di impresa, agli istituti bancari, ai Confidi e al credito cooperativo per accompagnare ogni fase del passaggio.
Questa rete dovrebbe aiutare gli imprenditori a preparare con anticipo la cessione, mettere in contatto venditori e potenziali successori, verificare la sostenibilità economica dei progetti e individuare le fonti di finanziamento disponibili. La collaborazione permetterebbe inoltre di intercettare giovani interessati ad avviare un percorso imprenditoriale attraverso l’acquisizione di aziende già operative.
Per CNA, l’attuazione della Raccomandazione della Commissione dovrà ora passare attraverso provvedimenti nazionali e strumenti applicabili. La continuità delle PMI viene indicata come una condizione essenziale per evitare la dispersione di professionalità e offrire alle nuove generazioni la possibilità di innovare attività dotate di mercato, relazioni e competenze consolidate.
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