Reggio Emilia, caldo negli uffici pubblici: Cgil chiede misure
08/07/2026
Temperature interne sopra i 30°C in uffici pubblici, nidi e scuole dell’infanzia di Reggio Emilia e provincia: la Fp Cgil torna a denunciare condizioni di lavoro difficili durante le ondate di calore estive e chiede alle amministrazioni locali interventi immediati per proteggere dipendenti e utenti.
Nei servizi educativi primi interventi, ma restano criticità
Secondo il sindacato, nei servizi educativi sono stati sbloccati i primi condizionatori portatili, i cosiddetti “pinguini”, insieme ad alcuni ventilatori. Si tratta però di risposte parziali, che non risolvono il problema negli altri Comuni e nelle Unioni del territorio, dove gli ambienti di lavoro continuano a raggiungere temperature elevate.
La Fp Cgil ha inviato una nota ufficiale alle amministrazioni locali, richiamando la necessità di trattare l’emergenza climatica come un dato ormai strutturale nella gestione degli edifici pubblici. Per il sindacato, non è accettabile affidare la continuità dei servizi alla sola capacità di resistenza fisica di lavoratrici e lavoratori, soprattutto quando le condizioni interne superano soglie compatibili con il benessere e la sicurezza.
Il tema riguarda in modo diretto il personale dei nidi, delle scuole dell’infanzia, degli uffici comunali e delle sedi pubbliche frequentate anche da cittadini e famiglie. Il caldo, avverte la categoria, incide sulla salute, sulla concentrazione, sulla qualità del lavoro e sulla possibilità di garantire servizi ordinati durante le ore più pesanti della giornata.
Smart working, orari anticipati e acqua refrigerata
Per affrontare lo stress termico, la Fp Cgil chiede l’applicazione immediata di quattro misure straordinarie. La prima è lo smart working in deroga per il personale impiegato in uffici senza condizionamento. La seconda riguarda l’anticipo dell’orario di servizio, con possibilità di iniziare alle 7 e rimodulare l’apertura al pubblico.
Il sindacato sollecita inoltre l’installazione urgente di refrigeratori provvisori nei locali più critici e la presenza di distributori di acqua refrigerata in tutte le sedi, così da garantire idratazione a dipendenti e utenti. Sono misure considerate necessarie per dare una risposta rapida, in attesa di interventi strutturali sugli edifici.
Chiesto un piano per climatizzazione e coibentazione
La Fp Cgil avverte però che ventilatori e condizionatori mobili non possono diventare la soluzione ordinaria. Per questo chiede agli amministratori un calendario chiaro e vincolante per la coibentazione e la climatizzazione definitiva di tutte le sedi pubbliche esposte al problema.
Nella nota vengono richieste risorse dedicate per impianti moderni, efficienti e sostenibili, insieme a manutenzioni preventive sistematiche per evitare blocchi proprio nei giorni di picco termico. Il sindacato chiede anche il monitoraggio costante di temperatura e umidità, in coerenza con quanto previsto dal D.Lgs. 81/08 sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
La categoria annuncia che continuerà a vigilare, denunciare e contrattare in ogni sede utile. Per la Fp Cgil, garantire ambienti dignitosi non è una spesa accessoria, ma una condizione necessaria per tutelare chi lavora nei servizi pubblici e chi ogni giorno li utilizza.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to