Reggio Emilia, CGIL: «Interventi contro caro energia e prezzi»
25/09/2026
La CGIL di Reggio Emilia chiede al Governo e alle istituzioni locali interventi contro il carovita, mettendo al centro l'aumento delle bollette energetiche, il costo dei carburanti e le conseguenze sui bilanci di famiglie e lavoratori. La presa di posizione è contenuta in una nota diffusa il 24 settembre, nella quale la Camera del Lavoro reggiana sollecita misure strutturali sul fronte dei prezzi e invita le amministrazioni del territorio ad aprire un confronto sulle possibili risposte locali.
CGIL richiama l'attenzione sull'aumento di luce e gas
Il sindacato concentra una parte della propria analisi sui costi dell'energia. Secondo le elaborazioni di Nomisma Energia sui prezzi di settembre richiamate nella nota, una famiglia tipo con fornitura in regime di tutela, mantenendo gli attuali livelli di prezzo su base annua, spenderebbe 136 euro in più per l'elettricità rispetto a un anno prima, con un incremento del 18%, e 366 euro in più per il gas, pari al 31%.
Considerando anche l'aumento dei carburanti, la maggiore spesa teorica potrebbe avvicinarsi a mille euro nell'arco di un anno. Si tratta di una stima basata sui livelli di prezzo registrati a settembre e quindi legata all'evoluzione futura dei mercati energetici.
Un'altra voce riguarda il diesel. Dal 26 settembre cambia infatti la riduzione temporanea dell'accisa: l'aliquota passa da 572,90 a 622,90 euro per mille litri e resta su questo livello fino al 5 ottobre. La variazione equivale a 5 centesimi al litro di accisa in più rispetto al periodo precedente.
Le richieste del sindacato al Governo
Nella nota la CGIL di Reggio Emilia chiede all'esecutivo di concentrare maggiormente l'azione sul costo dell'energia. Tra le proposte indicate figurano interventi sugli extraprofitti delle aziende energetiche, modifiche al meccanismo che lega il prezzo dell'elettricità a quello del gas, una riduzione degli oneri di sistema presenti nelle bollette e maggiori controlli lungo la filiera dei prezzi.
Si tratta delle posizioni avanzate dal sindacato, che attribuisce al carovita una priorità maggiore rispetto ad alcune delle misure al centro del dibattito politico nazionale. In particolare, la CGIL critica le scelte del Governo in materia scolastica e considera necessario spostare l'attenzione sulle difficoltà economiche affrontate dalle famiglie.
Il 24 settembre il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto scuola che comprende, tra le altre disposizioni, un limite del 30% in determinate classi per specifiche categorie di studenti con cittadinanza non italiana, secondo criteri collegati al percorso scolastico svolto in Italia, oltre alle norme che vietano di partecipare alle attività scolastiche con il volto coperto, salvo specifiche ragioni previste dal provvedimento.
Appello anche alle istituzioni di Reggio Emilia
La Camera del Lavoro rivolge la propria richiesta anche agli enti locali, sollecitandoli a intervenire nel confronto con il Governo e ad affrontare gli effetti degli aumenti su cittadini, pensionati, lavoratori e imprese del territorio reggiano.
Il sindacato propone inoltre di riprendere la discussione territoriale partendo dai contenuti del Patto per il lavoro e per il clima sottoscritto in Emilia-Romagna con organizzazioni sindacali, istituzioni e rappresentanti del mondo economico.
La CGIL ricorda inoltre che già a luglio, insieme a CISL e UIL, erano state avanzate alcune proposte per contenere l'impatto del caro bollette nella provincia di Reggio Emilia. Tra le misure indicate figuravano il ricorso allo smart working nelle attività in cui è possibile applicarlo, il rafforzamento del trasporto pubblico locale e interventi rivolti all'efficienza energetica.
Il sindacato valuta iniziative di mobilitazione
Secondo la CGIL, a quelle proposte non sarebbe ancora seguito un confronto sufficiente con politica e imprese. Per questo la Camera del Lavoro afferma di non escludere iniziative di mobilitazione qualora non arrivino risposte sulle questioni sollevate.
Il nodo indicato dal sindacato resta quello della capacità dei redditi da lavoro e delle pensioni di sostenere l'aumento delle spese energetiche e dei carburanti. La richiesta avanzata da Reggio Emilia è quindi quella di aprire un confronto sulle misure nazionali e territoriali che possano limitare l'impatto dei rincari sui bilanci familiari e sulle attività economiche locali.
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