Reggio Emilia, nidi a 36 gradi: Fp Cgil chiede interventi
29/06/2026
Temperature interne tra i 34 e i 36 gradi nei nidi e nelle scuole dell’infanzia di Reggio Emilia e provincia: la Fp Cgil lancia l’allarme sulle condizioni climatiche nelle strutture educative e chiede un piano straordinario di interventi. Secondo il sindacato, le segnalazioni arrivate dal territorio descrivono ambienti con caldo intenso e umidità elevata, tali da rendere difficile la permanenza quotidiana di bambine, bambini e personale scolastico ed educativo.
Le segnalazioni dalle strutture educative
La Funzione Pubblica Cgil provinciale parla di una situazione ormai oltre il livello di guardia. Le informazioni e le immagini ricevute dalle strutture del Reggiano mostrerebbero sezioni in cui i termometri oscillano stabilmente tra 34°C e 36°C, con condizioni percepite come pesanti anche a causa dell’umidità.
Per il sindacato, il problema non può essere trattato come una semplice emergenza occasionale legata a una fase di caldo intenso. La nota richiama gli effetti del cambiamento climatico e mette in discussione la capacità degli edifici scolastici più datati di affrontare i mesi estivi senza adeguati sistemi di refrigerazione o interventi di efficientamento termico.
Il disagio, secondo la Fp Cgil, riguarda sia i bambini, compresi quelli di pochi mesi nei servizi educativi, sia lavoratrici e lavoratori costretti a svolgere la propria attività in ambienti molto caldi. Una condizione che, sostiene la sigla, incide sulla qualità della permanenza nelle strutture e sulla tutela della salute.
La richiesta ai Comuni e alle cooperative
La Fp Cgil rivolge un appello ai sindaci della provincia, all’Amministrazione comunale del capoluogo e alle cooperative che gestiscono servizi educativi. La richiesta è l’avvio di un piano straordinario di investimenti per climatizzazione, ristrutturazione termica e adeguamento degli edifici destinati a nidi e scuole dell’infanzia.
Il sindacato riconosce le difficoltà di bilancio degli enti locali, ma chiede una risposta politica coordinata. In particolare, invita i Comuni reggiani a muoversi insieme attraverso l’Anci per sollecitare il Governo centrale a stanziare risorse straordinarie e strutturali dedicate alla transizione ecologica e al benessere termico dell’edilizia scolastica.
Per la Fp Cgil, la questione deve rientrare tra le priorità dell’agenda pubblica. La scuola, afferma il sindacato, deve essere messa nelle condizioni di garantire spazi dignitosi, sicuri e adeguati al clima attuale, evitando che la mancanza di fondi diventi la risposta ordinaria davanti a criticità già segnalate.
Coinvolti SPSAL e Ispettorato del Lavoro
Nel frattempo, la Fp Cgil Reggio Emilia ha deciso di trasmettere le criticità più gravi finora raccolte allo SPSAL e all’Ispettorato del Lavoro. L’obiettivo è consentire agli organismi competenti di valutare con strumenti adeguati le temperature effettive presenti nelle strutture e individuare eventuali correttivi da mettere in campo.
La segnalazione apre quindi una fase di verifica sulle condizioni operative nei servizi educativi del territorio. Al centro resta il tema della protezione dei bambini e del personale durante le giornate di caldo estremo, in un contesto in cui gli edifici scolastici sono chiamati a sostenere carichi climatici molto diversi rispetto al passato.
Articolo Precedente
Reggio Emilia, allerta rossa caldo fino al 30 giugno