Artigianato italiano, CNA punta al riconoscimento Unesco
28/04/2026
Il presidente nazionale di CNA, Dario Costantini, rilancia la candidatura ideale dell’artigianato italiano a patrimonio riconosciuto dall’Unesco, indicando nel saper fare delle imprese artigiane uno degli elementi più forti dell’identità produttiva del Paese e del Made in Italy.
La campagna Artigianato Aumentato per il Made in Italy
Le parole di Costantini sono arrivate durante il lancio della campagna “Artigianato, futuro del Made in Italy” 2026, intitolata “Artigianato Aumentato”, presentata in occasione della Giornata del Made in Italy. L’iniziativa è promossa da CNA, Confartigianato e Casartigiani, insieme alla Fondazione Symbola, con il patrocinio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Il progetto, avviato nel 2023, racconta l’anima produttiva italiana attraverso imprese capaci di unire creatività, competenza tecnica, innovazione e qualità manifatturiera. Per Costantini, dopo il riconoscimento ottenuto dalla cucina italiana, l’auspicio è che anche l’artigianato possa ricevere attenzione a livello internazionale, perché rappresenta un patrimonio diffuso, riconoscibile e radicato nella cultura economica nazionale.
“L’artigianato esiste in tutto il mondo ma solo quello italiano è universalmente riconosciuto”, ha affermato il presidente di CNA, sottolineando come il valore delle produzioni artigiane italiane derivi dalla capacità di trasformare materiali, idee e tradizioni in oggetti, servizi e soluzioni apprezzati nei mercati globali.
Tecnologia e saper fare al centro della sfida
Nel suo intervento, Costantini ha insistito sul rapporto tra artigianato e innovazione. Secondo il presidente nazionale di CNA, il futuro del Made in Italy passa dalla capacità degli artigiani di “abitare la tecnica” senza esserne sostituiti. Le piccole imprese utilizzano strumenti digitali, tecnologie avanzate e intelligenza artificiale, mantenendo però quel patrimonio di esperienza, intuizione e sensibilità che le macchine non possono riprodurre da sole.
Il riferimento è al saper fare, alla cura del dettaglio, alla ricerca del bello e del ben fatto, elementi che definiscono molte filiere artigiane italiane. Costantini ha descritto questo patrimonio con un’immagine sportiva: “Il nostro artigianato è come avere Maradona in squadra. E se hai Maradona devi farlo scendere in campo e dargli anche la fascia di capitano”.
Dietro la celebrazione della Giornata del Made in Italy, però, CNA richiama anche la necessità di un cambio di passo nelle politiche pubbliche. Il presidente ha evidenziato il bisogno di accompagnare le imprese verso il futuro con strumenti adeguati, capaci di sostenere innovazione, continuità aziendale e competitività.
Ricerca, trasmissione d’impresa ed energia tra le priorità
Tra le criticità indicate da Costantini c’è il rapporto tra piccole imprese, università e centri di ricerca. Le aziende artigiane innovano, ma hanno bisogno di collegamenti più stabili con il mondo della conoscenza, in modo da trasformare competenze scientifiche e tecnologiche in opportunità accessibili anche alle realtà di dimensioni minori.
Altro tema richiamato è la trasmissione d’impresa, passaggio delicato per molti settori artigiani, dove il ricambio generazionale incide sulla sopravvivenza di competenze costruite nel tempo. Costantini ha chiesto anche un piano europeo sul lavoro, capace di rispondere alle esigenze delle imprese e di favorire nuove professionalità.
Particolare attenzione è stata dedicata al costo dell’energia. Il presidente CNA ha ricordato che le difficoltà non riguardano soltanto le aziende energivore di grandi dimensioni: molte piccole imprese ad alta intensità energetica subiscono bollette che possono arrivare a pesare fino alla metà dei costi complessivi. Per questo, secondo CNA, il riconoscimento del valore dell’artigianato deve andare insieme a misure concrete per rafforzare il sistema produttivo che sostiene il Made in Italy.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to