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Caldo in fabbrica, alla Oil Rev climatizzatori e orario ridotto

10/07/2026

Caldo in fabbrica, alla Oil Rev climatizzatori e orario ridotto

Due climatizzatori industriali nei reparti, ingresso anticipato alle 7, quindici minuti aggiuntivi di pausa e una nuova sala ristoro per gli operai. Sono le misure introdotte alla Oil Rev di Gavasseto, nel Reggiano, attraverso un accordo sindacale sottoscritto dalla Fiom Cgil per proteggere i lavoratori durante i picchi di calore. Secondo il sindacato, gli impianti installati consentono di mantenere la temperatura interna sotto i 30 gradi anche quando all’esterno vengono superati i 40.

Pause aggiuntive e uscita anticipata nelle ore più calde

L’intesa prevede una riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario attraverso due pause, per una durata complessiva di 15 minuti al giorno. L’avvio dell’attività alle 7 del mattino permette inoltre di terminare prima il turno pomeridiano, limitando l’esposizione dei dipendenti nelle fasce orarie caratterizzate dalle temperature più elevate.

Le misure sono state concordate mentre nel territorio reggiano tornano a registrarsi condizioni climatiche particolarmente gravose, con temperature che all’interno dei luoghi di lavoro possono superare i 37 gradi. Nei reparti metalmeccanici, dove macchinari e lavorazioni generano ulteriore calore, il microclima può diventare difficilmente sostenibile in assenza di ventilazione o raffrescamento adeguati.

Daniele Saiglia e Daniele Sardiello della Fiom hanno spiegato che l’accordo comprende anche l’allestimento, per la prima volta nell’azienda, di una saletta ristoro destinata agli operai e l’installazione di distributori di acqua fresca nei diversi reparti produttivi.

Due climatizzatori industriali nei reparti produttivi

L’intervento principale riguarda l’installazione di due apparecchi industriali di elevata potenza. In base a quanto riferito dalla Fiom di Reggio Emilia, i climatizzatori stanno riducendo sensibilmente la temperatura nell’area produttiva, mantenendola al di sotto dei 30 gradi anche durante le giornate segnate da valori esterni superiori ai 40.

Il sindacato ha riconosciuto alla proprietà, la famiglia Rizzi Razzini, di avere fornito una risposta rapida alle condizioni determinate dall’ondata di calore. L’accordo viene indicato come un esempio applicabile anche alle imprese di dimensioni maggiori che non hanno ancora adottato interventi strutturali per il raffrescamento degli stabilimenti.

Climatizzazione, pause supplementari, rimodulazione dei turni e disponibilità costante di acqua rientrano nel decalogo elaborato nelle settimane precedenti da Fim, Fiom e Uilm di Reggio Emilia per affrontare le alte temperature nelle officine e negli impianti industriali.

Oil Rev stabilizzerà cinque lavoratori ad agosto

La Oil Rev produce da oltre cinquant’anni componenti oleodinamici destinati a diverse aziende del territorio. Attualmente impiega 12 dipendenti e cinque lavoratori con contratto di somministrazione.

Questi ultimi, secondo quanto comunicato dalla Fiom, saranno stabilizzati a partire dal primo agosto, portando l’organico complessivo oltre la soglia dei 15 addetti. Per il segretario provinciale del sindacato, Simone Vecchi, le dimensioni dell’impresa rendono particolarmente significativo l’investimento compiuto.

Vecchi ha osservato che, se una realtà artigiana con poco più di una decina di dipendenti riesce a installare climatizzatori e riorganizzare i turni, interventi analoghi possono essere adottati anche dalle grandi aziende industriali. La Fiom chiede quindi alle imprese metalmeccaniche di considerare i picchi di temperatura come una condizione da affrontare con misure preventive permanenti, anziché come eventi sporadici.

Fiom: reparti non climatizzati espongono a malori

La Fiom, insieme alle rappresentanze sindacali unitarie e alle altre organizzazioni dei lavoratori, sta chiedendo interventi nelle aziende della provincia per migliorare il microclima e prevenire colpi di calore, svenimenti e altri malori. I rischi risultano maggiori per i dipendenti meno giovani, per chi presenta fragilità e per chi svolge mansioni fisicamente impegnative.

Tra i sintomi associati all’esposizione prolungata alle alte temperature vengono indicati debolezza, crampi muscolari, vertigini, mal di testa, nausea e aumento della temperatura corporea. In presenza di segnali di questo tipo è necessario interrompere l’attività e richiedere assistenza sanitaria.

Il sindacato ricorda inoltre che un malore provocato dalle condizioni climatiche sul posto di lavoro può essere valutato come infortunio. Il riconoscimento richiede una certificazione medica che evidenzi il rapporto tra l’esposizione al caldo e lo stato di salute che impedisce al dipendente di proseguire il turno.

Per la Fiom, la responsabilità delle imprese non può limitarsi agli interventi adottati durante le emergenze. La prevenzione deve comprendere una valutazione concreta delle temperature nei reparti, la riorganizzazione delle mansioni e degli orari, pause adeguate e soluzioni strutturali capaci di rendere gli ambienti produttivi sicuri anche durante le ondate di calore.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.