Reggio Emilia, Scuole aperte in sei istituti dal 2026
09/07/2026
Dal prossimo anno scolastico sei scuole di Reggio Emilia saranno coinvolte nella sperimentazione di Scuole aperte, un modello educativo che punta a rafforzare il legame tra istituti, famiglie e territorio attraverso attività pomeridiane strutturate. Il progetto partirà nell’anno scolastico 2026/2027 e interesserà tre scuole primarie e tre secondarie di primo grado.
Firmato il protocollo tra Comune e Con i Bambini
La prima fase dell’alleanza è stata avviata martedì 7 luglio in Municipio, in piazza Prampolini, con la firma di un Protocollo d’intesa tra il Comune di Reggio Emilia e l’impresa sociale Con i Bambini. All’incontro hanno partecipato il sindaco Marco Massari, l’assessora alle Politiche educative Marwa Mahmoud e il presidente dell’impresa sociale, Rossi Doria.
Erano presenti anche rappresentanti del Servizio Officina Educativa del Comune, le dirigenti scolastiche delle primarie coinvolte e referenti del DESU, il Dipartimento di Educazione e Scienze Umane dell’Università di Modena e Reggio Emilia.
Un modello di comunità educante da estendere alla città
La sperimentazione nasce con l’obiettivo di testare un nuovo format educativo fondato sulla costruzione di una comunità educante territoriale. L’esperienza reggiana sarà osservata e analizzata anche per valutarne la sostenibilità, l’impatto e la possibilità di estensione su scala cittadina.
Il lavoro di studio affidato a Con i Bambini si concentrerà sui processi di costruzione e funzionamento della rete educativa, partendo dagli esiti della coprogettazione delle attività extrascolastiche. Particolare attenzione sarà dedicata all’ascolto dei bisogni sociali, alle esigenze educative delle famiglie e alla conciliazione tra tempi di vita e lavoro.
Le scuole coinvolte nella sperimentazione
Il progetto partirà in tre scuole primarie: Ada Negri, dell’istituto comprensivo Manzoni, Zibordi, dell’istituto comprensivo Leonardo, e Bartali, dell’istituto comprensivo Lepido. Per le secondarie di primo grado, le attività pomeridiane si svolgeranno alla Galilei, succursale di Massenzatico, alla Einstein, succursale di Bagno, e alla Pertini.
Le proposte educative saranno organizzate nel pomeriggio e avranno l’obiettivo di offrire spazi di apprendimento, socialità, accompagnamento e crescita personale. Il progetto punta a mettere in relazione scuola, famiglie, servizi educativi, università e realtà del territorio.
L’indagine su famiglie e studenti
Alla base della sperimentazione c’è anche un’indagine promossa dal Comune di Reggio Emilia e finanziata dalla Regione Emilia-Romagna attraverso il bando Partecipazione. Lo studio, condotto dal Dipartimento di Comunicazione ed Economia di Unimore, ha coinvolto oltre 3mila famiglie e 5mila ragazze e ragazzi delle scuole reggiane.
Dalle famiglie è emersa la richiesta di supporto nello studio, nella gestione dei compiti e nella socialità pomeridiana. Tra i bisogni indicati figurano anche una corretta alimentazione, la presenza di adulti di riferimento, lo sviluppo dell’autonomia, dell’autostima e della gestione delle emozioni.
Gli studenti hanno espresso il desiderio di avere spazi in cui stare insieme, divertirsi, praticare sport e disporre di tempo libero in un contesto educativo riconoscibile. La sperimentazione di Scuole aperte nasce proprio da queste esigenze, con l’intento di trasformare gli edifici scolastici in luoghi di partecipazione anche oltre l’orario delle lezioni.
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