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CNA, passaggio generazionale a rischio per un milione di imprese

27/04/2026

CNA, passaggio generazionale a rischio per un milione di imprese

Oltre un milione di imprese italiane dovrà affrontare nei prossimi anni il nodo del passaggio generazionale, con criticità che rischiano di incidere sulla continuità di una parte rilevante del sistema produttivo nazionale. Il dato emerge da un’indagine della CNA condotta su oltre 2mila imprenditori in tutta Italia, che fotografa una situazione segnata da consapevolezza crescente, ma ancora priva di una pianificazione adeguata.

Molti imprenditori ne parlano, pochi hanno già un piano

Secondo l’indagine, oltre l’80% degli imprenditori con più di 40 anni ha già affrontato il tema della trasmissione della propria attività. Tuttavia, più della metà non ha ancora avviato azioni concrete per organizzare il passaggio di testimone, un ritardo che può trasformarsi in un fattore di rischio soprattutto per micro e piccole imprese, dove la figura del titolare coincide spesso con competenze tecniche, relazioni commerciali e conoscenza diretta del mercato.

La trasmissione d’impresa funziona meglio quando avviene in ambito familiare: in questi casi il passaggio va a buon fine nel 63,7% delle situazioni. Molto più complesso appare invece il percorso di cessione a dipendenti o soggetti esterni, frenato dalla difficoltà di trovare acquirenti, dalla carenza di risorse finanziarie e dalla mancanza di condizioni di accordo soddisfacenti. Tra chi tenta la vendita sul mercato, quasi nessuno riesce a concludere l’operazione.

Burocrazia, credito e competenze frenano la continuità

Quasi il 30% delle piccole imprese incontra forti difficoltà nel percorso di trasmissione. A pesare sono anche fattori esterni: burocrazia eccessiva, indicata dal 46,2% degli intervistati, pressione fiscale al 44%, costo del lavoro e difficoltà nel reperire personale qualificato. A questi elementi si aggiunge il problema dell’accesso al credito, divenuto particolarmente delicato per chi intende rilevare un’attività già esistente.

Il tema è particolarmente sensibile nell’artigianato, dove la chiusura di un’impresa può significare anche perdita di saperi professionali, tecniche, relazioni di bottega e competenze maturate in anni di lavoro. In questo settore, la trasmissione non riguarda soltanto proprietà e gestione, ma anche un patrimonio immateriale che contribuisce alla qualità del Made in Italy.

Costantini: “Sfida strategica per il Paese”

Il quadro demografico rende il passaggio ancora più urgente. Gli imprenditori under 40 rappresentano appena l’11,3% del campione, mentre cresce il peso delle fasce più anziane. L’artigianato mostra però una capacità di attrazione significativa: il 68,1% dei giovani imprenditori opera proprio in questo ambito, confermando il ruolo del settore nella costruzione del futuro produttivo italiano.

Nonostante le difficoltà, oltre l’83% degli intervistati si dichiara soddisfatto della scelta imprenditoriale. Per il presidente CNA Dario Costantini, il passaggio generazionale non può essere considerato una questione privata delle aziende, perché riguarda la tenuta economica e sociale del Paese. Servono strumenti mirati, meno burocrazia, maggiore accesso al credito e politiche capaci di accompagnare chi vuole rilevare un’impresa, così da garantire continuità produttiva e preservare competenze decisive per i territori.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.