Confindustria Emilia-Romagna, Fava: priorità a lavoro ed energia
24/06/2026
L’Emilia-Romagna deve continuare a investire su infrastrutture, formazione, energia e occupazione per mantenere il proprio ruolo tra le aree manifatturiere più avanzate d’Europa. È il messaggio lanciato da Riccardo Fava, presidente di Confindustria Emilia-Romagna, nell’intervista diffusa il 20 giugno dall’associazione regionale degli industriali, con un richiamo diretto alla capacità del territorio di competere attraverso crescita, investimenti e lavoro qualificato.
Infrastrutture e collegamenti logistici al centro della competitività
Uno dei punti richiamati da Fava riguarda il sistema infrastrutturale regionale, considerato una condizione essenziale per sostenere le imprese e rafforzare la presenza dell’Emilia-Romagna nei principali corridoi logistici nazionali ed europei. La richiesta è quella di una pianificazione integrata, capace di collegare in modo efficiente territori produttivi, poli industriali, reti viarie, trasporto merci e piattaforme strategiche.
Per il mondo produttivo, la qualità dei collegamenti incide direttamente sui tempi di consegna, sui costi di gestione e sulla capacità delle aziende di restare agganciate ai mercati esteri. In una regione con una forte propensione all’export, la logistica viene indicata come uno degli strumenti decisivi per sostenere filiere industriali già molto strutturate.
Lavoro, formazione e competenze: il nodo dei giovani
Nel quadro tracciato dal presidente di Confindustria Emilia-Romagna trova spazio anche il rapporto tra formazione e lavoro. Fava richiama la necessità di rafforzare gli istituti tecnici, professionali e gli ITS Academy, puntando su percorsi capaci di dialogare con le esigenze reali delle imprese.
Il tema riguarda sia l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro sia la formazione continua di chi è già occupato. Secondo l’impostazione presentata, il territorio deve investire sulle competenze tecniche, digitali e industriali, favorendo un sistema stabile tra impresa, scuola, università, istituzioni e ricerca. Tra gli obiettivi indicati figura anche la capacità di attrarre lavoratori qualificati dall’estero, in un contesto produttivo che richiede profili specializzati e aggiornati.
Energia, costi e nuove fonti per sostenere le imprese
Altro passaggio centrale riguarda i costi dell’energia, considerati un fattore che pesa sulla competitività delle aziende emiliano-romagnole rispetto ai concorrenti europei e internazionali. Fava indica la necessità di ridurre gli oneri economici sostenuti dalle imprese, promuovendo una maggiore diversificazione delle fonti.
Nel documento diffuso da Confindustria Emilia-Romagna viene richiamato lo sviluppo delle rinnovabili, insieme alla valutazione del nucleare di nuova generazione sotto il profilo della sicurezza e della sostenibilità. La prospettiva indicata è quella di un sistema energetico più solido, in grado di accompagnare la produzione industriale senza penalizzare investimenti e occupazione.
Alla base del modello regionale, secondo Fava, restano la cultura del lavoro, le filiere di eccellenza, la capacità innovativa e la propensione all’export. Elementi che, uniti a politiche industriali coerenti, possono sostenere la crescita dell’Emilia-Romagna e rafforzarne il ruolo nel panorama manifatturiero europeo.
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