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Reggio Emilia, Cgil contro il progetto extrascuola regionale

24/06/2026

Reggio Emilia, Cgil contro il progetto extrascuola regionale

La Flc Cgil di Reggio Emilia chiede che il progetto regionale di attività extrascolastiche previsto tra il 31 agosto e il 14 settembre resti fuori dall’organizzazione ordinaria delle scuole statali e non ricada sul personale scolastico, in particolare sui lavoratori Ata.

Il confronto con Comune, scuole e sindacati

La posizione del sindacato arriva dopo l’incontro dei giorni scorsi tra l’Amministrazione comunale di Reggio Emilia, le organizzazioni sindacali della scuola e confederali, alcuni dirigenti scolastici del territorio e il dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale. Al centro del confronto c’era il prolungamento delle attività ludiche, ricreative ed extrascolastiche in un periodo dell’anno in cui le lezioni non sono ancora iniziate, ma molte famiglie hanno già ripreso l’attività lavorativa.

La sperimentazione, finanziata dalla Regione Emilia-Romagna da settembre 2026, punta a offrire un sostegno alle famiglie attraverso attività rivolte a bambine e bambini nelle settimane che precedono l’avvio dell’anno scolastico. Secondo la Flc Cgil, però, il punto decisivo riguarda la natura del servizio: non deve essere considerato scuola, non deve seguire l’organizzazione didattica degli istituti e non può entrare nei progetti formativi deliberati dagli organi collegiali.

Giuffredi: nessun carico aggiuntivo sul personale Ata

In una nota, il sindacato precisa che l’attività non ha obiettivi didattici e non può coinvolgere il personale scolastico, già impegnato in quelle settimane nella preparazione del nuovo anno. La Flc contesta in particolare l’ipotesi che il progetto venga assorbito nell’offerta formativa delle scuole, con passaggi nei collegi docenti e nei Consigli d’istituto.

La segretaria generale provinciale della Flc Cgil, Tatiana Giuffredi, sottolinea che l’organizzazione delle attività deve restare in capo ai Comuni, senza gravare sulle segreterie scolastiche. Le proposte educative e ricreative, secondo il sindacato, devono essere affidate a soggetti terzi, evitando sovrapposizioni con la progettualità didattico-educativa delle scuole.

Il nodo di sorveglianza, vigilanza e pulizie

La preoccupazione maggiore riguarda sorveglianza, vigilanza e pulizie. Per la Flc Cgil, queste funzioni non possono essere attribuite al personale Ata della scuola statale, soprattutto in una fase delicata come l’avvio dell’anno scolastico, quando gli istituti devono preparare l’accoglienza degli alunni, programmare le attività e spesso operano ancora con organici incompleti.

Giuffredi giudica problematica la linea che, secondo la Flc, sarebbe stata sostenuta dai dirigenti coinvolti e dall’assessora Mahmood, cioè quella di inglobare la sperimentazione nell’offerta formativa scolastica. Per il sindacato, una simile impostazione rischierebbe di trasformare un servizio extrascolastico in un prolungamento improprio del tempo scuola.

La Flc Cgil ribadisce quindi la propria contrarietà a ogni soluzione che comporti mansioni aggiuntive per il personale scolastico o che scarichi sulle scuole la gestione amministrativa e operativa del progetto. Il servizio, nella visione del sindacato, può rappresentare un supporto utile alle famiglie solo se costruito con chiarezza di ruoli, responsabilità definite e senza appesantire l’avvio dell’anno scolastico.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to