Emilia-Romagna, Confindustria: superare il payback sanitario
11/09/2026
Confindustria Emilia-Romagna e Confindustria Dispositivi Medici accolgono con favore la decisione della Regione di lavorare al superamento del payback sanitario sui dispositivi medici e alla gestione del debito maturato negli anni precedenti. Secondo le stime richiamate dalle associazioni imprenditoriali, per la sola Emilia-Romagna il meccanismo avrebbe un valore superiore a mezzo miliardo di euro nel periodo compreso tra il 2019 e il 2025.
Oltre mezzo miliardo di euro tra il 2019 e il 2025
Il payback prevede che le imprese fornitrici di dispositivi medici contribuiscano a coprire una parte dello sforamento dei tetti di spesa regionali. Nel caso indicato da Confindustria, la quota a carico delle aziende arriva al 50% dello sforamento.
Per il sistema produttivo regionale, l’impatto economico viene considerato particolarmente pesante. Le associazioni sottolineano che una richiesta di questa portata potrebbe incidere sulla capacità delle imprese di programmare investimenti, sostenere l’occupazione e mantenere adeguati livelli produttivi.
La questione assume un peso specifico ancora maggiore in Emilia-Romagna per la presenza di uno dei principali poli nazionali del settore biomedicale, concentrato nell’area di Mirandola.
Mirandola al centro delle preoccupazioni delle imprese
Confindustria richiama in particolare il rischio per il distretto biomedicale di Mirandola, dove operano numerose aziende specializzate nella produzione di dispositivi e tecnologie destinate al sistema sanitario.
Secondo le organizzazioni imprenditoriali, la pressione derivante dal payback potrebbe compromettere capacità produttiva, livelli occupazionali e nuovi investimenti. Il timore è che un costo applicato a posteriori alle imprese possa ridurre la competitività di un comparto considerato strategico sia per l’Emilia-Romagna sia per il sistema sanitario nazionale.
Il tema non riguarda quindi soltanto i bilanci aziendali, ma anche la tenuta di una filiera industriale ad alta specializzazione e il suo rapporto con la programmazione sanitaria pubblica.
La richiesta di un nuovo modello per la spesa sanitaria
Confindustria Emilia-Romagna chiede di sostituire l’attuale meccanismo con un modello di governance capace di programmare la spesa sulla base dei reali fabbisogni dei cittadini, misurare i risultati e intervenire prima che si producano squilibri.
L’obiettivo indicato è passare da un sistema che trasferisce sulle imprese una parte dei costi dopo lo sforamento a un modello in grado di prevenire le inefficienze e rendere più prevedibile la spesa.
Secondo questa impostazione, una maggiore capacità di programmazione consentirebbe sia alle istituzioni sanitarie sia alle imprese di operare con un quadro economico più stabile, riducendo l’incertezza legata agli oneri maturati negli anni successivi.
L’auspicio di un confronto anche tra le altre Regioni
Le associazioni imprenditoriali auspicano ora che la posizione assunta in Emilia-Romagna possa essere condivisa anche da altre amministrazioni regionali e portata avanti nella Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.
Confindustria richiama in particolare l’impegno del vicepresidente regionale Vincenzo Colla e dell’assessore alle Politiche per la salute Massimo Fabi, chiedendo che il tema venga affrontato con un’impostazione coordinata a livello nazionale.
Il confronto sul payback si sposta quindi dalla gestione del debito pregresso alla definizione di un nuovo sistema per il futuro, con l’obiettivo di tutelare contemporaneamente la sostenibilità della spesa sanitaria, la continuità delle forniture e la competitività del settore dei dispositivi medici.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.