Passaggio generazionale, CNA: a rischio la cultura d’impresa
24/07/2026
Il passaggio generazionale nelle aziende familiari rischia di interrompersi prima ancora della cessione delle quote o del trasferimento delle responsabilità. A emergere dal focus group promosso da CNA Giovani Imprenditori è soprattutto la difficoltà di trasmettere alle nuove generazioni la cultura dell’iniziativa economica: disponibilità ad assumersi rischi, capacità di affrontare l’incertezza e volontà di costruire valore attraverso decisioni quotidiane che coinvolgono lavoratori, famiglie e territori.
Dall’impresa come riscatto alla ricerca della stabilità
Durante il confronto, diversi partecipanti hanno raccontato esperienze familiari nate in condizioni economiche difficili. Per molti genitori, avviare un’attività rappresentava una possibilità concreta di migliorare la propria posizione sociale, spesso partendo da competenze artigiane, risorse limitate e una forte disponibilità al sacrificio.
Quella generazione considerava il lavoro autonomo uno strumento per costruire il futuro con le proprie mani. L’impresa veniva sviluppata attraverso la dedizione personale, il reinvestimento degli utili e la creazione graduale di relazioni con clienti, fornitori e dipendenti.
Il quadro culturale odierno appare differente. Una parte dei giovani guarda con maggiore interesse a percorsi professionali percepiti come stabili, caratterizzati da entrate prevedibili e minori responsabilità personali. L’incertezza economica, il costo degli investimenti e la complessità amministrativa rendono meno immediata la scelta di entrare in azienda o avviare una nuova attività.
Secondo i partecipanti al focus group, la difficoltà non dipende dalla mancanza di capacità o ambizione. Pesa piuttosto la percezione di un percorso nel quale gli errori possono avere conseguenze economiche e personali rilevanti, senza che il rischio imprenditoriale riceva un adeguato riconoscimento sociale.
Il peso dell’eredità nelle aziende familiari
Per chi subentra in un’impresa di famiglia, alla paura di sbagliare si aggiunge la responsabilità di conservare ciò che è stato costruito dalle generazioni precedenti. Il patrimonio da tutelare comprende macchinari, competenze e risultati economici, ma anche reputazione, rapporti di fiducia e posti di lavoro.
Molti giovani imprenditori hanno descritto la pressione legata alla possibilità di compromettere un’attività nata dal sacrificio dei genitori. Il timore riguarda quindi la propria esperienza professionale e il futuro di un’organizzazione alla quale sono legate altre persone.
Questa condizione può rallentare il ricambio, rendere più difficile l’introduzione di innovazioni e alimentare conflitti tra chi ha fondato l’azienda e chi dovrebbe guidarla nella fase successiva. La continuità richiede invece un trasferimento graduale delle competenze e la disponibilità a riconoscere al successore uno spazio reale di decisione.
Startup e impresa tradizionale, una distanza da superare
Dal confronto è emersa anche una diversa percezione tra startup e attività tradizionali. Le prime vengono spesso associate a tecnologia, modernità e crescita rapida, mentre le imprese artigiane o familiari sono talvolta considerate meno innovative.
Per CNA, questa distinzione rischia di nascondere gli elementi comuni. Individuare un bisogno, investire risorse, organizzare il lavoro, affrontare il mercato e creare occupazione sono attività che appartengono a ogni esperienza imprenditoriale, indipendentemente dal settore o dalla definizione utilizzata.
Le aziende familiari possono inoltre rappresentare luoghi di innovazione tecnologica e organizzativa, soprattutto quando le competenze maturate nel tempo vengono integrate con nuovi strumenti digitali, modelli produttivi aggiornati e mercati differenti. Il ricambio generazionale può diventare così un’occasione per trasformare l’impresa senza disperderne l’identità.
CNA chiede di restituire valore sociale agli imprenditori
Il focus group ha indicato la necessità di raccontare il lavoro imprenditoriale in modo più completo, includendo risultati, responsabilità e difficoltà. Dietro ogni attività vi sono decisioni sugli investimenti, gestione dei dipendenti, rapporti con il credito e capacità di reagire alle trasformazioni del mercato.
La trasmissione d’impresa assume quindi una dimensione economica e culturale. Conservare aziende vitali significa proteggere competenze professionali, occupazione e reti produttive radicate nei territori. Perché il passaggio riesca, servono formazione, accompagnamento, accesso agli strumenti finanziari e un dialogo anticipato tra le generazioni coinvolte.
La sfida individuata da CNA Giovani Imprenditori riguarda la possibilità di mantenere viva una mentalità orientata alla creazione di valore e all’assunzione di responsabilità. Senza questo trasferimento, il rischio è perdere aziende ancora competitive insieme al patrimonio di conoscenze, relazioni e capacità produttive costruito nel tempo.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.