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Qualità dell’aria in Italia, nel 2025 valori stabili ma restano criticità

15/04/2026

Qualità dell’aria in Italia, nel 2025 valori stabili ma restano criticità

La qualità dell’aria in Italia nel 2025 conferma un quadro complessivamente stabile, con segnali di miglioramento consolidati negli ultimi anni, ma anche con criticità che restano aperte e che richiederanno interventi più incisivi nei prossimi anni. È quanto emerge dall’informativa annuale del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (Snpa), elaborata sulla base dei dati raccolti dalle reti di monitoraggio distribuite su tutto il territorio nazionale.

Il report evidenzia come il Paese si stia muovendo nella giusta direzione sul fronte della riduzione degli inquinanti principali, ma allo stesso tempo sottolinea la distanza ancora significativa rispetto ai nuovi obiettivi europei da raggiungere entro il 2030.

PM10, PM2,5 e NO2: segnali positivi ma non uniformi

Per quanto riguarda il PM10, il valore limite annuale di 40 μg/m³ risulta rispettato in tutte le regioni italiane, mentre nel 92% delle stazioni è rispettato anche il limite giornaliero. Tuttavia, persistono situazioni critiche in alcune aree del Paese, in particolare nel bacino padano, nell’area Napoli-Caserta e nella Valle del Sacco, oltre a casi isolati in altre zone.

Le condizioni meteorologiche hanno avuto un ruolo determinante: durante l’inverno 2025 si sono verificati frequenti episodi di stagnazione atmosferica, con assenza di vento e precipitazioni, favorendo l’accumulo di inquinanti e il superamento delle soglie giornaliere.

Per il PM2,5, il limite annuale è rispettato su quasi tutto il territorio nazionale, con una riduzione media del 14% rispetto alla media del decennio 2015-2024. Un dato che conferma il trend positivo già osservato negli anni precedenti.

Ancora più marcato il miglioramento per il biossido di azoto (NO2), con il 99% delle stazioni che rispetta il valore limite annuale. I superamenti si concentrano in contesti urbani ad alta densità di traffico, come Milano, Genova, Napoli, Catania e Palermo, mentre il limite orario risulta rispettato ovunque.

Ozono e nuovi limiti UE: la sfida resta aperta

Se i dati sui principali inquinanti mostrano segnali incoraggianti, resta invece più critica la situazione dell’ozono. Solo il 9% delle stazioni rispetta l’obiettivo a lungo termine fissato dalla normativa, mentre durante l’estate 2025 si sono registrati diffusi superamenti della soglia di informazione, complice il caldo estremo e la scarsità di precipitazioni.

Questo elemento evidenzia quanto i cambiamenti climatici influenzino direttamente la qualità dell’aria, rendendo più complessa la gestione dell’inquinamento, soprattutto nei mesi estivi.

Lo scenario si complica ulteriormente con l’entrata in vigore della nuova Direttiva europea sulla qualità dell’aria, che introduce limiti più stringenti da raggiungere entro il 1° gennaio 2030. Secondo il report, i livelli attuali risultano ancora superiori a questi nuovi standard in molte aree del Paese.

Per questo motivo sarà necessario adottare strategie aggiuntive rispetto a quelle già in atto, puntando su una riduzione più incisiva delle emissioni e su modelli di sviluppo più sostenibili. Il miglioramento registrato negli ultimi anni rappresenta una base solida, ma non sufficiente per centrare i nuovi obiettivi.

Il quadro complessivo, dunque, restituisce un’immagine articolata: da un lato progressi concreti e diffusi, dall’altro la consapevolezza che la strada verso una qualità dell’aria pienamente compatibile con la tutela della salute resta ancora lunga e richiede un’accelerazione nelle politiche ambientali.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.