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Sanità Emilia-Romagna, conti in equilibrio: deficit azzerato e 500 milioni dalla Regione

15/04/2026

Sanità Emilia-Romagna, conti in equilibrio: deficit azzerato e 500 milioni dalla Regione

Una traiettoria chiara, costruita nel giro di tre anni, che porta oggi la sanità dell’Emilia-Romagna verso il pareggio di bilancio. Dai -194 milioni del 2024 ai -70 milioni del 2025, fino all’obiettivo dello zero nel 2026: numeri che raccontano un’inversione di tendenza significativa, accompagnata da uno stanziamento regionale senza precedenti di 500 milioni di euro.

I dati, presentati dal presidente Michele de Pascale e dall’assessore alla Salute Massimo Fabi, delineano un sistema che, pur in un contesto di sottofinanziamento nazionale e incertezze internazionali, punta a mantenere elevati livelli di prestazioni e a rafforzare i servizi, soprattutto sul territorio.

Conti in ordine e investimenti record

Il miglioramento dei conti si inserisce in una strategia che combina controllo della spesa e investimenti mirati. Il disavanzo sanitario del 2025, pari a 70 milioni di euro, è stato interamente coperto con risorse regionali, segnando un netto miglioramento rispetto all’anno precedente.

Determinante è stato il lavoro di efficientamento delle aziende sanitarie, affiancato da misure come l’introduzione dei ticket farmaceutici, che hanno garantito un gettito di circa 32 milioni di euro. Tuttavia, secondo la Regione, il contributo principale al riequilibrio arriva dalla razionalizzazione delle risorse e dal monitoraggio costante della spesa.

Parallelamente, l’impegno finanziario della Regione ha raggiunto livelli significativi: 500 milioni di euro stanziati direttamente dal bilancio regionale e un Fondo per la non autosufficienza che tocca i 600 milioni, il più alto in Italia. Risorse destinate a sostenere servizi essenziali per anziani, persone con disabilità e cittadini con bisogni di cura continuativi.

Territorio, PNRR e sfida delle liste d’attesa

Accanto alla tenuta dei conti, la Regione punta a una trasformazione strutturale del sistema sanitario, con un rafforzamento della medicina territoriale. L’obiettivo è costruire una rete capace di affiancare gli ospedali, sempre più dedicati alle cure complesse, con servizi diffusi in grado di gestire cronicità e bisogni di una popolazione in progressivo invecchiamento.

In questo percorso, un ruolo centrale è svolto dal PNRR, con scadenze rispettate e l’apertura prevista di nuove strutture, tecnologie e infrastrutture. Le Aggregazioni funzionali territoriali rappresentano uno degli strumenti chiave per migliorare la presa in carico dei pazienti e rendere più efficiente il sistema.

Tra le priorità resta anche il tema delle liste d’attesa, indicato come uno dei nodi più critici su cui la Regione intende ottenere risultati concreti nei prossimi mesi, mantenendo al contempo livelli di prestazione tra i più alti a livello nazionale.

Il bilancio preventivo 2026, attualmente in fase di definizione, punta al pareggio attraverso un sistema di trasferimenti articolato: dalle risorse della gestione sanitaria accentrata ai fondi nazionali vincolati, dal payback farmaceutico agli ulteriori stanziamenti regionali. Un equilibrio ancora legato a variabili esterne, come inflazione e costi energetici, ma che segna una direzione precisa.

In questo scenario, la Regione ribadisce la centralità della sanità pubblica come pilastro del proprio modello, con l’obiettivo di coniugare sostenibilità economica e diritto universale alla cura, in un contesto che resta complesso ma che mostra segnali di stabilità.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.