R2I a Bologna, Regioni unite su ricerca e fondi Ue
14/05/2026
Le Regioni italiane chiedono un ruolo diretto nella negoziazione della nuova programmazione europea 2028-2034 per ricerca e innovazione, con l’obiettivo di portare a Bruxelles le priorità dei territori e rafforzare la posizione del Paese nella fase successiva al Pnrr. Il confronto si è svolto a Bologna, all’ex GAM, durante la seconda giornata di R2I - Research to Innovate Italy, iniziativa nazionale promossa dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome.
Fondi europei, competitività e ruolo dei territori
Al centro del dibattito c’è la proposta presentata dalla Commissione europea nel luglio 2025 per la programmazione dei fondi del periodo 2028-2034, con un budget complessivo di circa 409 miliardi di euro destinati a Horizon Europe e al nuovo Fondo europeo per la competitività. L’integrazione tra questi strumenti, la semplificazione delle procedure, il rafforzamento delle sinergie e la collaborazione tra pubblico e privato sono stati indicati come passaggi decisivi per costruire politiche più aderenti alle esigenze dei sistemi produttivi locali.
Le Regioni hanno ribadito la necessità di essere coinvolte nel percorso negoziale e di mantenere un dialogo diretto con Bruxelles, così da incidere sulla definizione delle priorità e orientare gli investimenti verso ricerca applicata, trasferimento tecnologico e innovazione industriale. R2I, organizzato dalla Regione Emilia-Romagna insieme ad Art-ER, con fondi europei e con il patrocinio di Maeci, Mimit e Mur, nasce proprio come piattaforma di confronto nazionale tra istituzioni, università, imprese e territori.
Nel corso dei lavori è stato affrontato anche il futuro dei Campioni nazionali, i centri di ricerca e innovazione creati per concentrare competenze scientifiche, tecnologiche e industriali in settori strategici come big data, quantum computing, agritech, mobilità sostenibile, biodiversità e terapie geniche. Per le Regioni, questo modello ha prodotto risultati significativi nei territori e richiede continuità nella fase post Pnrr, affinché le reti costruite non si disperdano.
Talenti, competenze e nuova occupazione qualificata
La seconda giornata ha dedicato ampio spazio anche al tema delle competenze e alla capacità dell’Italia di attrarre e trattenere profili ad alta specializzazione. Secondo una ricerca del Cnel discussa a R2I, oltre 440 mila giovani talenti hanno lasciato il Paese tra il 2011 e il 2024, con una perdita stimata di circa 160 miliardi di euro. Un dato che pone il tema della formazione avanzata e delle opportunità professionali al centro delle politiche per la crescita.
Durante il confronto è emersa la necessità di costruire strategie comuni tra sistema universitario, imprese e amministrazioni territoriali, capaci di favorire percorsi di rientro, attrazione internazionale e permanenza dei giovani ricercatori. Per le Regioni, ricerca e lavoro devono procedere insieme: investire in laboratori, infrastrutture scientifiche e innovazione significa anche generare occupazione qualificata e rendere più competitivo il tessuto imprenditoriale.
La chiusura della prima edizione di R2I apre una piattaforma di lavoro stabile tra le Regioni, come indicato nel documento approvato dalla Commissione sviluppo economico della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome. Il percorso proseguirà con un confronto costante con il Governo e le istituzioni europee, mentre sono già previsti i lavori preparatori per l’edizione 2027, ancora a Bologna, in vista della presidenza italiana del Consiglio europeo programmata per il primo semestre 2028.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.