Reggio, concerti Pulse annullati: la Cgil chiede garanzie
03/06/2026
L’annullamento dei due concerti principali del Festival Pulse apre un fronte di forte preoccupazione sindacale a Reggio Emilia. La Cgil interviene dopo lo stop agli eventi, chiedendo chiarezza sulle conseguenze economiche, organizzative e occupazionali di una vicenda che, nelle intenzioni dell’Amministrazione comunale, avrebbe dovuto rappresentare una grande occasione per la città.
Il sindacato chiede risposte su costi e ricadute
La Camera del Lavoro reggiana evita di entrare nel merito dell’epilogo della vicenda, ma pone l’attenzione sugli effetti che l’annullamento potrebbe produrre. Nel mirino ci sono penali, rimborsi, cachet già liquidati e danni d’immagine, elementi che secondo il sindacato rischiano di trasformare l’operazione in un problema rilevante per il territorio e per i soggetti coinvolti.
La Cgil ricorda di aver posto per tempo alcune domande, sostenendo di non aver ricevuto risposte considerate soddisfacenti. Le richieste, precisa il sindacato, non erano finalizzate a fermare gli eventi, ma a tutelare gli interessi dei lavoratori e dei cittadini, in particolare rispetto alla sostenibilità dell’impatto sulla città e alla gestione dell’afflusso di migliaia di persone.
Secondo la nota sindacale, il Comune avrebbe più volte presentato il festival come evento a gestione privata. La scelta di ospitare la conferenza stampa di presentazione in Sala Rossa e la successiva esposizione mediatica hanno però alimentato dubbi, per la Cgil, sulla reale natura dell’operazione e sul grado di coinvolgimento istituzionale.
Lavoratori pubblici e maestranze al centro delle preoccupazioni
Il segretario della Camera del Lavoro di Reggio Emilia, Cristian Sesena, richiama il fatto che il festival, pur organizzato da privati, non si sarebbe svolto in uno spazio isolato, ma a ridosso del centro cittadino. Da qui la richiesta di chiarimenti sulle condizioni dei lavoratori chiamati a garantire sicurezza, assistenza e funzionamento dell’evento.
Il riferimento riguarda vigili, medici, infermieri e altri dipendenti pubblici, oltre alle maestranze direttamente impegnate nell’allestimento e nella gestione dei concerti. Il sindacato sottolinea di aver partecipato pochi giorni fa a un incontro con C.Volo, Amministrazione comunale e organizzatori del Festival, durante il quale sarebbero arrivati messaggi rassicuranti, accompagnati da critiche verso quella che veniva considerata un’eccessiva apprensione sindacale.
Proprio in quella sede, spiega Sesena, la Cgil aveva chiesto a quanto ammontasse l’esposizione finanziaria di C.Volo e, in particolare, di Coopservice. La risposta ricevuta, secondo cui Coopservice avrebbe “le spalle larghe”, non aveva convinto il sindacato e viene oggi giudicata ancora meno rassicurante alla luce dell’annullamento.
Il nodo delle conseguenze economiche
La principale preoccupazione della Cgil riguarda il rischio che eventuali perdite economiche possano ricadere sui lavoratori. Il sindacato cita i circa 13mila addetti alle pulizie, facchini e vigilantes, chiedendo che non siano loro a pagare le conseguenze di scelte imprenditoriali rivelatesi fragili o avventate.
Sesena definisce inaccettabile l’ipotesi che il peso di un eventuale fallimento finanziario venga scaricato su lavoratori incolpevoli. Per la Cgil, la priorità adesso è limitare i danni, verificare responsabilità e garantire tutele concrete a chi avrebbe dovuto lavorare attorno all’evento.
Resta sullo sfondo anche la questione valoriale, che il sindacato riconosce come uno dei nodi centrali dell’intera vicenda. Tuttavia, dopo l’annullamento dei concerti, la Camera del Lavoro concentra l’attenzione sulle ricadute pratiche: salvaguardare il lavoro, evitare effetti a catena e pretendere trasparenza da tutti i soggetti coinvolti nell’organizzazione del Festival Pulse.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.