Reggio Emilia accoglie 28 bambini Saharawi in Sala del Tricolore
22/07/2026
Ventotto bambine e bambini provenienti dai campi profughi Saharawi nel sud dell’Algeria sono stati accolti il 18 luglio nella Sala del Tricolore di Reggio Emilia, insieme a cinque accompagnatori, alle famiglie ospitanti e ai volontari del progetto promosso dall’associazione Jaima Sahrawi.
Il soggiorno nelle famiglie della provincia
Il gruppo, composto da bambini tra gli 8 e i 12 anni, trascorrerà parte dell’estate nel territorio reggiano grazie al programma di ospitalità che da ventisei anni l’associazione porta avanti con il sostegno dei Comuni e delle realtà locali. Le prime accoglienze sono state organizzate nei comuni capofila di Novellara, Rolo, Scandiano, Albinea e Gualtieri.
Dal 25 luglio al 4 agosto il percorso proseguirà coinvolgendo anche Fabbrico, Luzzara, Castelnovo ne’ Monti, Baiso, Cavriago e Villa Sesso. Nel calendario sono previste visite anche a Bologna, Torino e Padova, prima del rientro nei campi profughi. L’iniziativa unisce momenti di socialità, conoscenza del territorio e relazioni dirette con le famiglie che partecipano al progetto.
Screening sanitari e accoglienza istituzionale
Durante il soggiorno, i bambini effettueranno il consueto percorso di screening sanitario presso le Ausl di Guastalla e Scandiano. Gli accompagnatori saranno invece sottoposti a visite mediche a Villa Verde, grazie alla collaborazione con la Fondazione Franzini. L’assistenza sanitaria rappresenta una delle parti centrali del programma, accanto all’esperienza educativa e culturale costruita attorno all’ospitalità.
Alla cerimonia in Sala del Tricolore ha partecipato una rappresentanza dei Comuni del territorio che dal 2000 hanno sottoscritto il Patto d’amicizia con il popolo Saharawi. Per il Comune di Reggio Emilia era presente il presidente del Consiglio comunale Matteo Iori, che ha ricordato la propria visita nei campi profughi e il valore dell’accoglienza come occasione di cura, relazione e riconoscimento dei diritti umani.
Sono intervenuti anche la presidente di Jaima Sahrawi Ughetta Longhi, Lalla Okbaoui per gli accompagnatori Saharawi, la sindaca di Luzzara Stefania Musi in rappresentanza dei Comuni ospitanti e la consigliera regionale Elena Carletti. Hanno preso la parola inoltre Marianna Roscelli di Fondazione E35 e Stefania Manenti, presidente del gruppo Auser di Albinea.
Il legame tra Reggio Emilia e Smara
L’incontro si è chiuso con la consegna dei braccialetti alle bambine e ai bambini da parte di Auser e degli attestati di ringraziamento alle famiglie coinvolte. A coordinare la cerimonia è stata Caterina Lusuardi, vicepresidente dell’associazione Jaima Sahrawi. Dopo l’accoglienza istituzionale, la delegazione ha visitato nel cortile di Palazzo Ancini la mostra fotografica “Saharawi – Una causa nascosta in piena vista” di Stefano Gili, inserita nel Circuito OFF di Fotografia Europea.
Il rapporto tra Reggio Emilia e il popolo Saharawi affonda le radici nell’11 novembre 2000, data della firma della dichiarazione di amicizia con la Wilaya di Smara, nel Sahara Occidentale. Da allora il territorio reggiano sostiene iniziative di sensibilizzazione, scambi giovanili, progetti educativi, culturali, sanitari e sportivi, compresa l’accoglienza di delegazioni dai campi profughi in occasione dei Giochi internazionali del Tricolore.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.