Reggio Emilia, Cgil chiede più tutele per la Polizia locale
27/07/2026
Assunzioni stabili, maggiori garanzie previdenziali e infortunistiche, formazione uniforme e una riforma nazionale delle competenze. Sono le richieste avanzate dalla Fp Cgil di Reggio Emilia nel dibattito sul rafforzamento della Polizia locale e sul suo possibile impiego a supporto delle forze dell’ordine statali nelle attività di controllo del territorio.
Il sindacato condivide la richiesta di nuovi organici
L’organizzazione sindacale riconosce la necessità di aumentare il numero degli agenti presenti nelle strade e nei quartieri, tema sollevato nelle recenti proposte avanzate dalle forze politiche locali. Un ampliamento degli organici, secondo la Fp Cgil, potrebbe migliorare la presenza sul territorio, ridurre i carichi di lavoro e rafforzare le attività rivolte alla sicurezza dei cittadini.
Il sindacato contesta però un’impostazione che assegni alla Polizia locale compiti vicini a quelli svolti dalla Polizia di Stato, dai Carabinieri o dalla Guardia di Finanza senza intervenire sulle condizioni contrattuali degli operatori. Gli agenti municipali restano infatti dipendenti degli enti locali e sono inquadrati nel Contratto collettivo nazionale delle Funzioni locali, mentre gli appartenenti ai corpi statali rientrano nel Comparto Sicurezza e Difesa.
Per la Fp Cgil, questo diverso inquadramento produce una distanza significativa tra responsabilità operative e garanzie riconosciute. Il potenziamento dei servizi, sostiene il sindacato, dovrebbe essere accompagnato da misure capaci di tutelare chi viene chiamato a intervenire in situazioni potenzialmente pericolose.
Le differenze nelle coperture assicurative e previdenziali
Tra le criticità indicate figurano le tutele collegate agli infortuni subiti durante il servizio. Secondo la nota sindacale, gli agenti della Polizia locale non dispongono delle stesse garanzie previste per il personale dei corpi statali, con differenze riguardanti il riconoscimento della causa di servizio e l’accesso alla pensione privilegiata.
La Fp Cgil segnala inoltre una formazione non uniforme, poiché programmi, durata e modalità dei corsi possono cambiare in base all’ente di appartenenza. Questa frammentazione, secondo il sindacato, rende necessario stabilire standard nazionali continuativi, comprendenti preparazione giuridica, tecniche operative, gestione dei conflitti e pratiche di de-escalation.
Un’altra questione riguarda l’accesso alle banche dati investigative utilizzate dalle diverse forze di polizia. Le limitazioni esistenti, osserva l’organizzazione, possono rendere più difficile la verifica immediata delle informazioni e aumentare l’esposizione al rischio degli operatori impegnati nei controlli su strada.
Chiesta la riforma della legge quadro del 1986
La Fp Cgil sollecita una revisione della legge quadro 65 del 1986, che disciplina l’ordinamento della Polizia municipale. A quarant’anni dalla sua approvazione, il testo viene considerato inadeguato rispetto all’evoluzione delle città, alle nuove esigenze di sicurezza urbana e alle attività richieste quotidianamente agli agenti.
La riforma dovrebbe definire con maggiore precisione competenze, limiti operativi e rapporti di collaborazione con i corpi dello Stato. Il sindacato chiede inoltre criteri comuni per la formazione, le dotazioni e la protezione previdenziale e assicurativa del personale.
Alle modifiche normative dovrà affiancarsi, secondo la Fp Cgil, un programma di assunzioni a tempo stabile. L’aumento del personale viene indicato come condizione necessaria per evitare turni eccessivamente gravosi, garantire una presenza continuativa nei diversi territori e consentire agli operatori di svolgere i servizi senza un incremento incontrollato dei rischi professionali.
“Il controllo del territorio non può essere a costo zero”
Il sindacato respinge la prospettiva che la Polizia locale venga utilizzata per sostituire strutturalmente le forze di polizia statali senza un corrispondente riconoscimento dei diritti. La collaborazione tra corpi può essere rafforzata, precisa la nota, ma deve avvenire all’interno di regole chiare e con strumenti adeguati alle funzioni assegnate.
Per la Fp Cgil di Reggio Emilia, la sicurezza urbana deve quindi comprendere anche la protezione di chi lavora quotidianamente sulle strade. Ogni piano locale dovrà tenere insieme il numero degli agenti, la qualità della formazione, le risorse disponibili e il riconoscimento di coperture coerenti con le responsabilità operative.
La richiesta rivolta alla politica è di non limitare il confronto al potenziamento numerico degli organici. Il tema, sostiene il sindacato, deve essere affrontato anche a livello nazionale, intervenendo sul contratto, sulla normativa di riferimento e sulle condizioni nelle quali gli agenti sono chiamati a collaborare con le altre forze impegnate nella tutela del territorio.
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